—Mi ha scritto che desiderava un colloquio,—ella disse, incerta nella voce.—Perchè vuole spiegarmi una cosa assurda ed inutile?… Non le basta avere per sempre spezzato la nostra amicizia, dandole un significato che io non posso accettare?
Egli incrociò le braccia al petto, e dichiarò:
—Non è cosa assurda, il mio amore; forse, non sarà cosa inutile. Debbo ripetervi quanto vi ho già scritto: ho bisogno di voi per vivere.
—No!—proruppe Emilia, alzando la testa a guardar, più che l'uomo, la realtà della passione ond'era ormai stretta e incalzata.—Io non ascolto queste frasi. Con una parola posso toglierle ogni speranza, se non le ha tutte ancora perdute…. Odio l'amore di Lei, odio l'amore di chiunque.
Cesare fece un passo verso la leggiadra figura dolorosa, la quale parlando aggiungeva una grazia ignara al suo aspetto, e gli toglieva l'ombra di durezza, che l'abito aveva tentato di dargli.
—Emilia,—egli disse, prendendole una mano.—Voi mi sapete incapace, per indole e per abitudini, a compor delle frasi…. Mi vedete calmo, perchè non ho esitanze, e la fine di questo convegno sarà anche la fine di lunghi tormenti…..
—Non si muore per una donna sconosciuta,—mormorò Emilia, distogliendo lo sguardo dal volto di Cesare, e liberando la mano….
—Sconosciuta?…—esclamò il Lascaris.—Io vi conosco.
La giovane tornò a fissargli in viso gli occhi grigi, a cui la luce scialba non aveva rapito l'espressione di smarrimento e di timida carezza.
—….E so che in questo istante nessuno è meno sincero di voi,—proseguì l'uomo, con voce calda.—Volete ingenuamente tradire voi medesima…. Perchè non dirmi che vi sono indifferente, che non v'ispiro la simpatia più modesta?… Ciò è ben possibile!… Ma mi dite che tutti gli amori vi sono odiosi, ed è falso, Emilia. Voi desiderate l'amore quanto lo desidero io; voi l'aspettate, come vogliono la giovanezza vostra e la vostra bellezza. Siete pura, ma non fredda, nè insensibile.