—Dorme; se anche si sveglia, non oserà disturbarti nuovamente.

Emilia s'accorse ch'egli la lasciava…

—Si vedrà il lume,—disse, impaurita.

—È inutile; è tutto inutile,—esclamò il Lascaris, abbassando poi sùbito la voce imprudente.—Non resisto più a una simile tortura; dovessi perderti per sempre, voglio vederti così, come ti ho sognata e non ti ho vista mai…. Questa notte, non ha paura, è tranquilla,—continuò, mentre s'avvicinava al tavolino, sul quale aveva prima tastato un lungo candelabro.—Tu l'hai rassicurata,—soggiunse.—Una forza divina ci protegge….

E accese i cinque bracci del candelabro, e si rivolse.

Emilia s'avvide che il momento era terribile; non tanto pel pericolo di Roberta, forse, poichè ogni notte in camera era accesa la lampada pènsile, e l'oscurità sarebbe parsa alla fanciulla più strana della luce; quanto per l'uomo, superbo di desiderio e di speranze.

No; Emilia doveva confessarselo: ella non lo conosceva, non aveva mai supposto d'essere così violentemente agognata, di poter così intimamente mutarlo…. Per tutto il volto di lui raggiava un maschio tripudio; la linea scura della fronte era scomparsa; si sarebbe detto che la morte sola potesse arrestarlo…. Emilia lo fissava, amandolo; e cercava un mezzo, pensava a un grido per isfuggirgli.

—Non vi avvicinate!—gli ordinò, a bassa voce.—Non vi avvicinate!

Girò lo sguardo intorno, più sgomenta di sè che di lui, non sapendo come togliersi all'abbraccio, che presentiva invincibile.

—Volete approfittare della mia debolezza e del pericolo!—gli lanciò ancòra.—È un tranello, questo!