—Può svegliarsi,—disse.—Non abusiamo della nostra fortuna!… Va!
Va! Tornerai quest'altra notte, mio amore!

Ma Cesare non ascoltava; osservando l'atto pieno di grazia, col quale ella s'era un po' inchinata a studiare il silenzio oltre la porta, e l'armonìa del suo passo inavvertibile,—l'uomo le andò incontro, di nuovo in preda a un'esultanza veemente, l'accolse e la serrò nel cerchio delle braccia, la ricoperse di baci vivi, sentendola tutta fremere.

Fu di quegli schianti appassionati, che sfiorano i giovani corpi come folate aquilonari, e in una vita rimangono, inestinguibili. Ambedue gl'innamorati risplendevano, per la gioia di spezzar fugacemente la catena diuturna, di riscattare il passato gelido, forse l'avvenire temibile, con un magnifico slancio d'oblio….

Cesare adagiò sul letto la donna, languida; le mani di lui avevano sganciato l'abito notturno d'Emilia, e ancòra un gesto gli avrebbe tutta scoperta l'amante, nuda e bianca, sotto i cinque raggi del candelabro…. E osò il gesto rapido, e la contemplò nivea fra la molle custodia della veste, e le sue labbra diedero i baci ultimi….

La scena era stata così violentemente fuggevole, che Emilia sentì quasi a un tempo il gesto e i baci…. Si sollevò d'un balzo, si ristrinse l'abito attorno al corpo.

Era pallida del mortale pallore che aveva sgomentato Cesare, al principio del convegno….

—Ah, tu credi,—bisbigliò questi, chiamandola a posare il capo su la sua spalla,—ah tu credi ch'io vorrò rinunziare a te?… È dunque così difficile, a voi donne, penetrare il senso della vostra propria bellezza, e comprendere ciò che potete in noi? Nessuna forza umana, capisci?… arriverà a contrastare la mia passione!… Perchè sei così pallida, anima? Perchè piangi? Perchè piangi?…

Ella piangeva, ma, dominata ed ebbra, non si staccava da lui….

Rimasero in un calmo silenzio lungamente, avvinti; udirono nell'aria qualche cosa eterna passare,—il tempo, l'amore, la morte?—e sfiorarli, e procedere incontro ad altri destini, che aspettavano.

—Ancòra mi darai una notte come questa, è vero?—mormorò Cesare timidamente.—Ancòra molte notti di gioia?