—Ancòra quest'altra notte, anima!—le rammentò Cesare, innanzi di lasciarla presso la porta che metteva alla scala.
La scala bianca di marmo era vivida nello sbozzo di luce lividiccia.
—Sì, sì, ancòra una notte; tutte le notti che vorrai, Cesare!
E appena egli fu in basso della scala, ella rientrò, corse di nuovo alla finestra, e vide Cesare traversar cauto il giardino, lungo le siepi, e dove gli alberi offrivano qualche incerta ombra.
Da ultimo, nel silenzio cristallino s'udì il cancello cigolare e richiudersi.
XV.
Ma no, per lungo tempo, ella rifiutò ogni altro convegno. Troppo temeva di sè, troppo di lui…. Emilia lo amava di quel formidabile amor delle vedove, che paiono spinte dai ricordi del morto fra le braccia dei vivi…. A pena, scambiavano qualche frase, congiungevano le labbra, quando Roberta non era presente.
Le molte notti che la donna aveva promesso e Cesare aveva sperato di gioia, si dissolvevano oscure, senza memorie, se non di tristezza e d'insonnia.
Era succeduta la stagione media, quando il periodo dei bagni è finito, e ancòra non ha avuto inizio il periodo invernale, caro alle anime e ai corpi malati.
Sul paese, la solitudine pesava; v'erano stati in settembre inesorabili giorni di scirocco, durante i quali l'aria scottava e il sole pareva non dover tramontare mai.