—Perchè,—domandò Cesare una volta a Emilia,—perchè ti vesti come tua sorella? Perchè usi del suo profumo? Perchè da lontano io posso scambiarti con lei?

—Vi spiace?

Egli scosse la testa, incerto.

—Vorrei che nessuno ti somigliasse, anche da lontano….

—Ma la somiglianza con Roberta non è cosa che possa ferirvi. Io ho forse la sua voce, e probabilmente uno stesso modo di esprimermi…. Ciò avviene quando si vive tutta la vita con una persona, tanto più se questa ci è legata da parentela. Non vi è nulla di strano o di voluto….

—Si può volere il contrario….

—Odiate Roberta al punto da non tollerar nemmeno un abito simile al suo?

—Comprendimi, Emilia….

E si arrestò. Non avrebbe potuto comprenderlo mai, perchè non sapeva il turbamento arrecatogli con quella notte di mezza voluttà; pel quale turbamento, la pace dei sensi era scomparsa, e innanzi a Cesare s'era spalancata la voragine dissolvitrice delle fantasie, dei sogni, delle figurazioni carnali….

—Oh lasciatemi amarla!—esclamò Emilia, credendo d'aver capito.—Dovrò sfuggire ogni somiglianza con Roberta, come si trattasse d'una nemica? Perchè odiate tanto una fanciulla, che non vi ha fatto male alcuno?