—È certo,—mormorò Cesare, trascinato in quel nuovo ordine d'idee,—è certo che voi non capirete mai la lotta. Io non odio; mi difendo…. Fin che il tuo cuore sarà pieno di lei, io non potrò sperare nulla da te…. Devo darti la forza di comparare e di scegliere, se la scelta sarà necessaria…. Tu ti sei chiusa nel presente e ti sei innamorata del tuo dolore!…
—Non ammettete alcun legame. Siete un selvaggio,—disse la giovane, cercando, di sorridere per calmarlo….
Erano le cinque del pomeriggio; avevan preso il tè, in casa, e Roberta era andata sùbito dopo a visitar la figlia del massaio, che giaceva ammalata. Il sole prorompeva dalla finestra aperta nel salotto, chiazzando d'oro le pareti e il pavimento a mosaico. Nero latrava in giardino, allo strepito d'un carro. E gli amanti ricordavano; ella, la scena del chiosco, non osando spingersi fino al ricordo impudico; egli, la scena della camera, parendogli che di là fosse cominciato il gaudio.
—Non ammetto alcun legame?—ripetè.—Vorrei poter non ammetterlo; e sarei libero, e la mia vita riprenderebbe il suo corso tranquillo, e non aspetterei tutto il mio avvenire dalla volontà capricciosa di due bambine crudeli…. È questa, ormai, la condizione difficile in cui mi trovo: chi devo vincere? Te, o Roberta? Di quale animo devo essere padrone? Del tuo, o dell'animo di tua sorella?
Emilia si concedeva qualche atteggiamento un po' oblioso, appena si trovavan soli; e s'era allungata sul divano, col gomito e la mano destra sostenendo il capo; sottil figura, che rammentava a Cesare quel suo nèo prezioso fra i due seni, e le calze di seta nera alte fino alla coscia.
Ella si raddrizzò di scatto, e restò immota, ascoltando.
—Per liberarmi da questo dubbio, bisogna che la soluzione venga da noi, da te,—seguitò Cesare, il quale aveva notato e goduto l'effetto della propria domanda.—Bisogna, infine, parlare a tua sorella, poichè la vuoi arbitra della nostra sorte….
—E se rifiuta? Se minaccia?—chiese Emilia.—Se mi fa comprendere che una diminuzione del mio affetto le toglierà ogni forza di vivere e di sperare?
Il Lascaris si strinse nelle spalle; egli era innanzi al tavolino da tè, e passava macchinalmente le tazze, guardandone il fondo zuccherato, quasi a trovarvi un'idea.
—Non è probabile,—disse finalmente, per dire.