—-È molto probabile, invece, che ella si opponga. Vivere con noi, adattarsi a un posto secondario nel mio cuore, cedere a te, le parranno cose assurde e spaventevoli…. Oh, continuiamo così, Cesare, fin che è possibile! Io sono felice, ora per ora; non cerchiamo di più, non affrettiamo nulla!… Tu sei troppo impaziente….

Egli obbedì a uno slancio, con le braccia tese verso la donna; ma sùbito si vinse, e abbassò la testa.

Urtava nuovamente contro a una barriera: tra il suo concetto della vita e il concetto d'Emilia, l'indole, la coltura, l'esperienza, avevano scavato un abisso…. Egli era non meno sollecito della vita morale che della fisica; il contatto femmineo, la cupidità esaltata e imprigionata, gli avevano sconvolto la mente e il cuore; sotto la fustigazione della brama inutile, stava per sorgere l'uomo pervertito; ed egli lo intuiva…. Già gli era balenato il pensiero di Milano, dove si sarebbe potuto tuffare in una palude di stravizio, e aspettare coi nervi calmi.

Dir questo a Emilia e perderla, doveva essere una cosa sola.

Ella, come quasi tutte le donne, ignorava il fascino proprio: ignorava che, ad essere serenamente amata, doveva sodisfar prima la bramosia del maschio, eccitata da lei stessa con l'incautela d'una visione, con la vicinanza continua, ch'era uno stimolo a fantasticare. Sapeva resistere, o almeno fuggir le opportunità, perchè ciò stava nel suo medesimo spirito femminile; e non sapeva che, al contrario, cercar quelle occasioni, avversar senza posa la resistenza di lei, eran nell'indole maschile.

—Ebbene?—chiese la donna, vedendo l'atto di Cesare.

—Non è possibile continuare a questo modo,—disse il Lascaris, rialzando la testa. La ruga profonda e dritta gli solcava ancòra la fronte.—Se tu pensassi a raddolcire la mia impazienza, se tu mi dessi qualche convegno, come quella notte, in giardino….

Emilia s'era inavvertitamente stesa di nuovo sul divano, con un moto di voluttuosa pigrizia; sentiva ascendere fino al suo egoismo di donna il nembo di quella preghiera incessante, e lo aspirava a guisa di profumo, trovandovi tutto il compenso alla sua resistenza tenace, tutta la ragione della sua resistenza futura.

Cesare la vide, e si alzò. Ma ella ebbe appena il tempo a comporsi in un atteggiamento calmo, che sulle scale risonò il passo di Roberta.

—Non partire così presto, Cesare,—disse Emilia, sottovoce.