Quando Roberta entrò, scorse la sorella intenta a tagliar le pagine d'un libro e Cesare, in piedi nel vano della finestra, parlando della prossima stagione di Nervi.

La giovanetta spense immediatamente lo sguardo che aveva lanciato sui due, e s'inoltrò con un sorriso pallido.

—Lei dovrebbe visitare quella povera ragazza,—fece al Lascaris, mentre si accomodava sulla poltrona a dondolo, in faccia a Emilia.—È in cura del dottor Noli, ma il consiglio di Lei sarebbe utile….

Il tòno metallico della voce e lo studio insolito con cui Roberta spiccava le parole chiarissime, avvertirono Emilia dello stato d'agitazione in che la sorella si trovava; ma il Lascaris tardò a rispondere. Guardava la fanciulla, vestita come l'amante, con una camicetta, una cintura di cuoio giallo, una sottana azzurro-mare; la camicetta d'Emilia era rosea; la camicetta di Roberta, cilestre. Tutt'e due le giovani portavano i capelli annodati in giro al capo, folti e copiosi.

—Non potrebbe visitarla?—chiese di nuovo Roberta.

—No,—rispose Cesare scuotendosi.—È in cura del dottor Noli, il quale non ha bisogno di consigli….

—Soltanto un'occhiata, passando.

—È impossibile, signorina…

—Sta malissimo…. Grida, ha le convulsioni, la schiuma alla bocca…. Il dottor Noli non verrà fino a domani.

—Possono chiamarlo sùbito,—osservò Emilia.