—Te ne prego, Cesare,—interruppe Emilia, avvertendo ch'egli dimenticava il luogo ove si trovavano e il pericolo d'essere uditi dalle persone di servizio.
Rapidamente, ella intuiva l'uomo, passionale e cupo sotto la maschera della freddezza; capace d'arrivare al delitto per il chiuso egoismo del possesso, per la difesa della conquista. Se ne sentiva atterrita e sdegnata; l'ardore incontenibile dell'amante le pareva brutale, e certo assai dubbio per il sèguito, quando l'ardore fosse stato soddisfatto e Cesare non avesse saputo mitigarne la vuota fine con un sentimento più puro.
—Dunque, parlerai, le annunzierai?—egli insisteva, baciando; le mani della donna.
—Le annunzierò….—disse Emilia.
—Oggi, oggi stesso?
—Appena se ne offrirà l'occasione, Cesare….
—No, oggi stesso, quando sarò partito….
—Ebbene, oggi, quando sarai partito….
Ella sapeva avanti che non avrebbe trovato la forza di dire una parola a Roberta.
Da tempo, aveva preso l'abitudine d'aspettare, paurosamente; sapeva che a toglierla da quella incerta aspettazione, solo qualche fatto non voluto e non cercato, avrebbe avuto potere….