Dopo un lampo d'esitanza, Cesare le si avvicinò, le prese la testa che ricoperse di baci fitti e ardenti….

—E promettimi ancòra….—egli soggiunse.—Promettimi….

Terminò la frase presso l'orecchio di lei, sorridendo; mentr'ella ebbe un gesto di diniego col capo e con la mano….

—Perchè?—implorò Cesare.—Dammi questa prova; non tenermi in angoscia…. Vuoi?

—È inutile,—disse Emilia.

—No, non è inutile,—proruppe il giovane.—quando tu mi ami….

—Ma se oggi non potessi parlarle?—osservò la donna, risentendo, al solo pensiero di quel colloquio, battere dolorosamente il cuore.

—Se vorrai, potrai parlarle…. E per ciò….

—Sta bene,—concluse Emilia.—Ti prometto anche questo.

Stranamente, concepiva in quell'ora contro il Lascaris un'ombra di avversione; quasi l'insistenza di lui l'avvertisse che non era più libera di sfuggire alle battaglie temute, e di adagiarsi nella sua bella viltà femminile. Il periodo d'indugio veniva dunque a morire? La dolce gioia di contemplar l'avvenire era finita? Ella avrebbe voluto ancòra tuffarvisi, in un fiume d'oblio; laddove, più rudemente, l'uomo desiderava la realtà, avvicinava il futuro tenue e roseo, si stancava dell'aspettazione dubbiosa, non comprendeva neppur lontanamente la delicata fragilezza di quei giorni, che non sarebbero tornati mai più. Era il maschio.