Ma intanto, Cesare la ringraziava con lo slancio, che la passione faceva in lui ribollire; chinato sulle mani della donna, le baciava minutamente. Egli così appariva, in vicenda alterna, or l'uomo cùpido, inquieto, fosco; ora, per una lieve speranza o per una scarsa grazia, il fanciullo entusiasta, sommesso, incurante del giogo. E vedendolo in tal modo scendere e salir dolorosamente la scala del travaglio amoroso, Emilia fu tòcca, e gli rendette i baci.
Più tardi, quando ella si trovò sola, il pensiero del colloquio con
Roberta sùbito l'agghiacciò.
Avrebbe dovuto addentrarsi in una difficile spiegazione; avrebbe dovuto dire alla sorella, che aveva sull'affetto di lei fondato ogni cara speranza:
—«Io amo Cesare Lascaris, e mi darò a lui per sempre; egli terrà nel mio cuore un dominio invincibile e assoluto…. Senza interrogarti, noi abbiam disposto anche del tuo avvenire: ci seguirai; vivrai, non più nella calda intimità della sorella tua, ma presso la moglie d'un uomo che tu appena conosci, e che per mio consenso avrà i diritti poderosi della legge, il diritto di consiglio sopra di te, l'autorità d'un fratello…. Io ho deciso del mio avvenire; e senza interrogarti, ho deciso del tuo….»
Quantunque ella sapesse che nulla in simile procedere era strano o inusitato, pure qualche cosa l'avvertiva sottilmente come la sua potestà fosse falsa, come per Roberta le vicende future si riducessero a una diminuzione di libertà.
E la critica spontanea faceva sì ch'Emilia presentisse le obiezioni della giovinetta, contro le quali, in caso estremo, non avrebbe potuto opporre se non la volgarità della solita prudenza, i ragionamenti gretti e senza luce delle consuetudini sociali, che avevano statuito la più severa tutela per le fanciulle minorenni, quasi la differenza d'un anno o d'un giorno rappresentasse gran cosa in un'indole o nelle inclinazioni d'una giovane anima.
Fu inquietissima, sentendo nascere da' suoi stessi dubbii la necessità «d'affrontar gli ostacoli, d'un colpo», perchè ella medesima non demolisse in breve le sue ragioni. Fu irrequieta, rifuggendo dalle quotidiane abitudini, andando e venendo per l'appartamento, senza posa; affacciandosi alle finestre, scendendo in giardino, cercando aria diversa, cielo diverso, un sèguito di diverse libertà; arrossendo del proprio necessario egoismo, ribellandosi all'idea antipatica di giocar non l'esistenza sua, ma quella anche della giovanetta ignara, sopra l'àlea d'un amore che doveva essere di lei sola.
Infine, tentò.
Si diresse alla camera di Roberta; ne spalanco l'uscio, decisa a uscir d'angustia, e a parlare.
La fanciulla stava, tutta grave, raccolta a un suo leggiadro lavoro di uncinetto; un gran lavoro, del quale non lasciava ad alcuno vedere il disegno complicato, del quale non diceva ad alcuno lo scopo, attendendovi instancabile; sebbene Emilia avesse compreso che l'opera paziente era destinata a lei.