Da su la voce continuava, disperata, esaltata, delirante:

— Viva l'Austria! Abbasso l'Italia! A Milano! A Milano!

Volavano i primi sassi. Nessuno osava uscire sul balcone. Non per eroica volontà, ma spintovi violentemente dalla moglie, uscì sul balcone Pierino. Rientrò esterrefatto, con le mani nei capelli:

— E' Carlotta... E' la nostra cameriera!

Sùbito Eva, Pierino, le altre signore e i mariti sfondarono, più che aprirla, la porta di comunicazione con la stanza da letto dei coniugi Balla, fecero ressa al balcone e venti braccia si stendevano per afferrare Carlotta e tirarla indietro, mentre Carlotta, aggrappata al davanzale, continuava a gridare inferocita alla folla inferocita:

— Abbasso l'Italia! Viva l'Austria!

Pierino finalmente riuscì a sradicarla, a rigettarla dentro la stanza, mentre la cameriera ancora gridava, con gli occhi fuori dell'orbita, il volto di brace:

— Viva l'Au....

— Viva l'Austria un corno! — gridò Pierino che, toccando il fondo della paura, riusciva a trovarsi finalmente un po' di coraggio. — Volete farci massacrare quanti siamo?

Ed Eva, amabile: