trattenni d'un tratto il respir...
A udir quel valzer, a ripensare a ciò che aveva fatto e a ciò che aveva detto, Pierino si sentiva tremar le gambe. Le grandi tensioni nervose hanno sempre, passato l'impeto o superato il pericolo, di questi subitanei abbandoni per cui il temerario ha la misura esatta della sua imprudenza, l'eroe la giusta nozione del suo rischio, l'impulsivo il senso della sua collera e il leone provvisorio il tempo di ridiventar coniglio definitivo. Passò così una mezz'ora durante la quale Pierino se pensava all'Italia si sarebbe stretta la mano da sè solo, ma se pensava a sua moglie recitava il più desolato atto di contrizione che mai ribelle abbia potuto mettere ai piedi della giustizia punitiva d'una moglie dispotica e doppiamente offesa. Continuava intanto l'orchestrina a versar su le piaghe di quel pentimento il balsamo refrigerante dei valzer più cari al cuore di Pierino. Si dice — e gli impresarii di stagioni musicali si affannano ad accreditare quanto più possono queste voci — si dice che la musica ingentilisca i costumi. Ma è evidente che non tutte le musiche operano questa azione nello stesso modo e all'istesso grado e se la musica selvaggia irta di dissonanze straussiane al cui ritmo danzano il tango i negri antropofagi della Papuasia ingentilisce di poco i costumi, del resto assai sommarii, di quelli abitanti del globo, la musica sentimentale di un'operetta viennese opera ben diversamente su l'anima quanto mai di già gentile di un giovane gentiluomo attillato nel suo abito da sera e col fine fazzolettino di battista tutto odoroso di chevalier d'Orsay. In questo caso ingentilire è sinonimo di intenerire; molto più quando, come nel caso di Pierino Balla, il soggetto è per sua natura già tenero ed incline per temperamento a sentire tutte le suggestioni che le sette note musicali diversamente combinate insieme possono determinare. Pierino, infatti, all'eco insistente di quella musica sentì venir meno tutte le sue brevi energie, capì — poichè se ingentilire è sinonimo di intenerire, intenerito è sinonimo di intimidito — capì che era il caso di farsi coraggio, di risalire su la terrazza, di andare a cercare sua moglie per fare ammenda onorevole di uno scatto che non poteva certamente non apparirle deplorevolissimo. Quando, come Dio volle, le gambe, riluttanti per troppa tensione nervosa, lo ebbero riportato su la terrazza, Pierino vide sùbito che sua moglie e il major Hampfel se ne erano allontanati. Al tavolinetto ancora ingombro di tazze di caffè e di bottiglie di liquori era rimasto solo il luogotenente Federico. A questo Pierino si avvicinò titubante e, quando vide che il luogotenente levava su lui un lungo sguardo stupito credette necessario di mormorare una parola di scusa: poichè se egli aveva mancato di rispetto solamente a sua moglie e al major Hampfel, sua moglie era la sorella del luogotenente Federico e del luogotenente Federico il major Hampfel era connazionale. Ma mentre si aspettava dal doppio sentimento offeso del luogotenente Federico (sentimento di fratello e sentimento di austriaco) la prima delle tre ramanzine cui si sapeva inesorabilmente condannato dal suo scatto, Pierino sentì con somma meraviglia che il luogotenente Federico gli rispondeva con deferenza e quasi con dolcezza, con una dolcezza che rasentava la simpatia:
— Voi non mi dovete, mio caro Pierino, nessuna scusa. Il major Hampfel è stato oltremodo imprudente non solo, ma anche incontestabilmente ingiusto. Io, che mi son battuto con gli Italiani e che di questo combattimento serberò per tutta la vita il ricordo in questo moncherino, so di essermi battuto con avversarii valorosi. E poichè voi siete Italiano, voi avete fatto benissimo a imporre che il vostro sentimento nazionale fosse rispettato. Anche se avete sposato una donna d'altra nazionalità non si deve dimenticare che voi non avete rinunziato alla vostra patria per prendere quella di vostra moglie. E se alcuno questo dimentica, voi avete non solo il diritto ma il dovere di ricordarglielo. Non dico questo solamente a voi. Ma l'ho già detto al major Hampfel e ad Eva non appena voi, per non accendere più violentemente il dibattito, vi siete con lodevole prudenza allontanato.
— E il major Hampfel? interrogò Pierino ancora titubante.
— Il major Hampfel, rispose il luogotenente Federico, non ha potuto che convenire nella mia tesi. Hampfel è fatto così: s'accende presto e fuori di luogo, ma è, dopo tutto, un uomo eccellente.
— Ed Eva?
— Anche Eva ha dovuto essere ragionevole e capire ch'ella stessa avrebbe dovuto stimarvi di meno se vi foste comportato altrimenti. Eva è fatta così: vuol dominarvi e dirigervi, ma dopo tutto vi vuol bene.
Pierino non aveva che una sola preoccupazione:
— Eva dunque mi perdonerà il mio contegno?
— Ma sì, rispose il luogotenente Federico sorridendo di quella timidezza di marito che scambiò per una trepida tenerezza di sposo, ma sì, ve lo perdonerà. E, anche se non dovesse perdonarvelo, voi non dovreste pentirvi di averlo avuto. Più della nostra compagna, più dei nostri figliuoli, anche più di noi stessi, noi amiamo e dobbiamo amare la nostra patria. Ne abbiamo una diversa voi ed io che parliamo. Ma dobbiamo l'uno e l'altro obbedire ad un sentimento che non è diverso, che è uguale così per voi come per me. Italia od Austria, la patria è la patria, e, quando si combatte, la patria è onorata così da una parte come dall'altra di una frontiera. Io ho dato per la patria mia il mio sangue, con gioia. Voi, domani, darete il vostro per la vostra.