— Ah, bella Napoli..., rispose il musicista con un sospiro cui Pierino credette dover rispondere con una riverenza.

Ma le sue pene non erano ancora finite. E poichè ad un viaggiatore non si chiede solamente donde venga ma anche dove vada, sùbito dopo si sentì chiedere dove era diretto. Còlto così alla sprovveduta, Pierino Balla non ebbe la prontezza di spirito di dire che andava semplicemente a Frascati, ma balbettando ebbe l'imprudenza di rispondere:

— Vado... vado a Vienna!

— A Vienna?

Già il maestro gli stendeva le mani, gli offriva la prova della sua simpatia:

— Sono molto dolente di non trovarmi a Vienna quando ci sarete voi... Sarei stato felice di farvi da cicerone... Ma voi vi tratterrete certamente... Almeno quindici giorni... un mese...

— Ecco... un mesetto...

— Benissimo... Tra quindici giorni vi sarò anch'io... Vi dò appuntamento a Vienna, mio giovane amico... Ma intanto vi darò una raccomandazione per il mio caro amico Kramer, il celebre maestro Kramer... Conoscete Kramer, l'autore di tante celebri operette, l'autore del Soldato in gonnella?

Pierino Balla non conosceva altri e sùbito l'irresistibile istinto lo spinse a cantare il più recente valzer di Kramer, mentre il suo interlocutore redigeva in tedesco il più misterioso biglietto di presentazione che mai potesse a Pierino capitare.

— Andate da Kramer, Ringstrasse 41... Vi aprirà tutte le porte... E' come se trovaste me stesso.