E con un gesto d'ira afferrò sul tavolo un mucchio di foglietti, lo lanciò verso il soffitto dipinto in un curioso stile bizantino. I foglietti caddero, sfarfallando, ai quattro angoli della stanza, su i mobili e su le stoffe. Farnese vide una fotografia per terra, la raccolse:
— Ah, il ritratto di Claudina! Ecco un incontro propizio che varrà a dare al mio pensiero un corso differente, se non migliore, in quest'ora di spleen. Claudina! Due giorni che non la vedo e mi pare un mese..... Del resto, sono stato uno sciocco ad impormi quest'assenza di due giorni..... A che prò? Oramai, ho deciso di lasciarmi andare con la corrente, senza ribellioni, senza sforzi..... Che sono questi incontri fatali, questi amori improvvisi ed irresistibili, se non la vita, il torrente torbido e vorticoso della vita? E chi cozzerà risolutamente e vittoriosamente con la vita? E quale petto potrà opporsi e resistere all'onda violenta di quel torrente? Ah, chiacchiere! In conclusione ho perduto due giorni, ma poco male, poichè ella sta per venire.
Il domestico entrò, dopo aver bussato all'uscio:
— La signorina Rosiers chiede.....
Lo scrittore non attese nemmeno che il domestico avesse finito l'annunzio, corse raggiante nel salotto che precedeva il suo gabinetto da lavoro, prese Claudina per le mani e la trascinò nella sua stanza mentre ella gli sorrideva. Il domestico era sparito. Farnese, appena entrati, girò la chiave della porta, quasi inavvertitamente, tolse a Claudina la mantella di lontra, volle toglierle egli stesso dalla massa fulva dei capelli la piccola toque di velluto bleu. Claudina sorrideva sempre, senza parole. Ella era rimasta con un abito di lana marrone molto semplice, un abito tagliato in modo che disegnava meravigliosamente le curve del suo corpo snello di una possente vigorìa verginale. Lo scrittore le infilò due piccole rose alla cintura, la fece sedere sul divano, sedette vicino a lei:
— Sapete, Claudina, che sono quasi due giorni che non ci vediamo? Dall'altra sera, quando vi riaccompagnai a casa dal teatro..... — Poi aggiunse, spiando negli occhi l'anima dell'attrice: — Voi non vi siete addolorata molto per questa assenza!
— Questa è una vostra opinione personale, nè voi siete in grado di proclamarla giusta. Io, del resto, ho avuto il lavoro per distrarmi. Malgrado i pretesti dei vostri reumatismi, la commedia doveva esser provata. Gray, che per la sua gelosia per voi non farebbe oramai un gesto per salvarvi da una morte sicura, non si è incaricato di nulla: ha continuato a recitare la sua parte di Otello, fra le quinte. Ho dovuto essere io direttore, autore, attrice e pubblico. Ma la messa in scena ha fatto un grande progresso mercè le fatiche della piccola Claudina, e domani potrete giudicare.
— Siete una santa! disse lo scrittore prendendole le mani e la guardò appassionatamente, ma non senza una leggera ironia. Rimasero entrambi con le mani serrate, a guardarsi negli occhi. Farnese si era fatto più dappresso all'amica, il suo volto cominciava a inchinarsi verso le fresche labbra di lei, quando l'attrice, sciogliendo le sue mani dalla stretta amorosa e seduttrice, s'alzò, fuggì al centro della stanza, dicendo:
— Mio caro autore, noi dobbiamo provare..... «S'io ben mi appongo» come dicevano gli eroi di quelle tragedie che studiavo al Conservatorio, voi dovete aver corretto due scene della vostra commedia ed io dovrei provarle, qui, con voi. Sono ai vostri ordini. Ho due ore di tempo, sono uscita adesso dal teatro e sino alle sei non vado a pranzo. Cominciamo? Voi mi darete la replica.
— Ecco qui, disse lo scrittore che si era avvicinato anche lui alla tavola ed investiva sempre la giovinetta d'uno sguardo cupido, veramente non ho potuto completare che una sola di quelle due scene. Non ero in vena, oggi......