Gli amanti, smarriti nell'oblìo del bacio soave, non udirono. Allora la porta cigolò sui cardini ed apparve fra la tenda il volto di Lorenzo Gray.


Il piccolo e silenzioso dramma fu rapidissimo. Al cigolìo della porta gli amanti si erano disciolti dal loro abbraccio, ma non così prontamente che a Gray fosse sfuggito il loro imbarazzo rivelatore. Claudina impallidì. Gray, divenuto terreo ad un tratto, si ritirò. Giuliano noncurante salutò Claudina, dicendole che andava ad attenderla nel suo palco, per cenare poi insieme, secondo il convenuto. Appena rimasta sola, Claudina uscì dal camerino, s'incontrò con Gray pallidissimo che l'attendeva dietro una quinta.

— Finalmente, le disse questi fremente, dissimulando per le persone ch'erano intorno a loro, le parole roventi nei gesti semplici e corretti. — Finalmente ho la prova lampante che voi siete l'amante di Farnese. Avete finito di canzonarmi, così..... Ma, del resto, io m'illudo forse ancòra! Voglio che voi, voi, voi me lo diciate, che voi mi gridiate di essere l'amante di quell'altro. Su, via, via, un poco di coraggio.... Ne avete tanto!

Il gesto era convulso, la sua voce fremeva, i suoi sforzi per frenare i gesti violenti apparivano enormi. Claudina innanzi a quell'ira, innanzi allo insulto di un uomo che non aveva alcun diritto su lei, non seppe più contenersi.

— Ebbene, sì, sì, gli gridò sul volto con una voce stridente che passava fra i denti stretti per l'ira. Sono l'amante di Farnese, sì, e non da oggi solamente. Vi va? trovate ancòra a ridirvi? Capite che io me ne rido di voi e delle vostre ire, capite che voi non avete nessun diritto su me, nessuno, lo capite? Capite che io non vi permetto di farmi nè da solo nè innanzi alla gente scene ridicole, scene che non fareste se non foste lo sciocco che dimostrate di essere?.... Volete intendere finalmente che mi avete annoiata, annoiata da morirne! che non ne posso più con la vostra gelosia indelicata, che mi fate ridere e mi avete fatto sempre ridere con le vostre pretese?.... Io sono libera, liberissima di me e faccio di me stessa quel che più mi piace! Volete accorgervi una volta per tutte, che per fare l'Otello, non siete che un Otello di carta pesta?....

Era il suo momento ed entrò in scena ancòra convulsa e così pallida. Gray era rimasto appoggiato alla quinta, colpito dalla rivelazione, stramazzato nell'anima sua da quella ribellione crudele della donna ch'egli amava. Ma il buttafuori venne ad avvertirlo che era giunto il suo momento, che correva il rischio di fare scena vuota. Egli si riprese, entrò. Quando si ritrovò con Claudina un fremito lo prese d'innanzi a quelle mille persone; mancò la replica, errò le parole, saltò mezza scena e la caduta del sipario fu per lui una liberazione. Ed appena uscito di scena, egli corse nel suo camerino, si svestì e rivestì in fretta, discese per uscire. Discendendo la breve scaletta, le gambe gli vacillavano, gli occhi iniettati di sangue non vedevano gli scalini; traversò a zig-zag la scena dove gl'inservienti mettevano all'ordine per la prova dell'indomani, dove i pompieri facevano la loro ultima ispezione. Si avviò verso la porta d'uscita degli artisti, bisognoso di aria fresca e di silenzio. Su la porta le gambe gli tremavano ancòra più, egli dovette addossarsi al muro per sorreggersi. In quel momento Claudina usciva al braccio dello scrittore, e finse di non vedere Gray: ma, o per caso o volutamente, quando ella gli passò innanzi, ruppe in un grande scoppio di risa. Quelle risa furono per Gray più crudeli di uno schiaffo, egli vide in un momento tutto rosso, fece per slanciarsi addosso a Claudina, ma questa era già salita nella sua carrozza che attendeva; Giuliano le si sedeva accanto, chiudeva lo sportello, abbassava il cristallo e i cavalli partivano al gran trotto. Gray aveva anche inteso Claudina ordinare al cocchiere: «A casa».

Egli rimase in mezzo alla via, solo, abbattuto, per un momento senza più alcuna nozione della vita. Poi si avviò a caso per le vie, senza direzione, senza scopo. Tutto il terribile momento della sua vita gli appariva nella sua crudeltà. Si apriva il doloroso inganno di tanti mesi; non solamente egli non era amato da Claudina, ma Claudina amava un altro. Il sospetto cento volte lo aveva attanagliato, ma egli aveva sempre voluto scacciarlo, poichè l'innamorato voleva credere ed ingannarsi, con quell'accanimento proprio di tutti i gelosi i quali, fino a che una prova irrefragabile non li abbatta o non li scateni, tergiversano diuturnamente tra le convincenti apparenze che tolgono loro la speranza ed infrangono il sogno — ed i lambiccati pretesti e le faticose illusioni che non fanno altro che rendere più lungo e più acre il loro spasimo, senza riescire a blandirlo mai. Ora tutti i suoi sospetti di altri tempi gli ritornavano in quel momento, durante quella corsa senza limite a traverso alla città addormentata: si stupiva il geloso che quei saggi sospetti non gli fossero allora apparsi come evidenze; si adirava contro sè stesso per la sua cecità, per la sua sciocca fiducia, per le sue fanciullesche illusioni. Come aveva fatto a non accorgersi mai di quella commedia che si svolgeva e si annodava sotto i suoi occhi? Gli scatti di gelosia di una volta, dopo i quali di solito si trovava pentito e vergognoso, ora gli sembravano giustificatissimi e non sapeva perdonarsi di non averli spinti tanto oltre da avere la certezza della cosa, quella crudele e dilaniante certezza che tuttavia ora, in certi momenti egli avrebbe dato dieci anni di vita per non avere. L'orizzonte della sua vita gli appariva grigio, sconsolato, gelido. Scomparsane l'ultima luce che vi diffondeva un albor roseo, la dolce e vivificante illusione su Claudina, che gli restava? Al momento che egli era per entrare nel camerino dell'attrice, aveva inteso la cara voce di lei ripetere a Giuliano la sua decisione di rimanere a Roma, con lui, per lui! Non v'era dunque nemmeno la speranza di riconquistare l'infedele. Egli sarebbe partito e l'amica sarebbe rimasta docile e felice fra le braccia dell'altro! Una tristezza sempre più grande lo prendeva, lo serrava alla gola, con un groppo di lacrime.

Solo, solo! Che fare? Le sue amicizie, illusioni! La sua famiglia, distrutta! E Claudina ch'era l'unico suo ideale, la cui conquista aveva sorriso in fondo al suo cammino, come un'oasi di dolcezza in fondo ad un deserto, Claudina ch'era stata luce dell'anima sua e vita del suo cuore, era ormai tanto lontana da lui, esule volontaria, poichè aveva dimenticato le promesse, poichè gli aveva fatto accogliere crudelmente tutto l'ineffabile dolore che gli dava la felicità di lei, se con un altro goduta e da un altro donatale. Che fare, oramai? Riprendere il suo vecchio e fastidioso mestiere di attore, giovarsi del suo dolore vissuto per renderlo più efficace e più vero nell'opera di un altro uomo magari dello stesso Farnese? Ricordava i primi tempi del suo amore per Claudina, quando ancòra non aveva osato confessarglielo. Non era stato quello il periodo più dolce della sua vita, amareggiata negli ultimi tempi da quell'amore romanticamente infelice? Il dolore di lui diveniva ad ora ad ora più calmo, come il suo passo più lento. Questo batteva forte su le pietre dei marciapiedi, echeggiava nelle vie deserte tra le alte case chiuse e silenziose e talvolta Gray ascoltava l'eco di quel suo passo che aveva qualcosa di tragico, quasi non fosse suo.

A quell'ora, in quante di quelle case silenziose, era intuonata l'esultante canzone dell'amore? In quante alcove, dietro quelle finestre chiuse, susurravano i baci e palpitavano i corpi amanti? Ognuno aveva il suo lembo di gioia, il suo quarto d'ora di voluttà. L'amore, più solenne nel silenzio, sembrava a lui quasi cosa tangibile dietro quelle finestre. Dove qualche lume filtrava ancòra tra le stecche delle persiane, questa sensazione della presenza dell'amore si faceva anche più eloquente per Lorenzo Gray. Cosa poteva rischiarare quella lampada tremula e confidenziale se non l'allacciamento di due corpi, la comunione profonda e solenne di due passioni e di due desiderj? Egli pensò allora che in quel momento anche in una casa di piazza di Spagna, una casa a lui ben nota, si amava. Claudina v'era con lo scrittore e nelle sue braccia raccoglieva quella gioia e quei baci che non aveva voluto da Gray. Come un ferito che ama di acuire il suo dolore, torturando la ferita per giungere all'apice della sofferenza, così l'attore pensò di dirigersi verso piazza di Spagna, sotto quella casa, dove un altro coglieva il fiore ch'egli aveva tanto ed inutilmente bramato. Si avviò. Il pensiero degli amori favoriti in quel momento dall'ombra delle alcove lo riprese e la sua immaginazione esaltata gli fece sentire come il suono immane di milioni di baci scambiati tra milioni di bocche. Egli era solo. La sua solitudine era più squallida in quel silenzio. Una donna, una povera mercenaria, reduce forse da qualche caffè notturno dove aveva infruttuosamente atteso per lunghe ore, gli passò accanto, gli mormorò qualche parola, offrendogli per qualche ora il suo amore. Gray affrettò il passo per sfuggirle ed un gran disgusto lo prese....