Claudina sorrideva. Carezzava con la mano quei merletti e quelle trine, quelle squisitezze fatte con niente. Ella avrebbe voluto possederli tutti, goderli, adornarsene.

— Sembra un quadro di Favretto! le disse Giuliano, indicando le giovani operaie intente al lavoro e Claudina in adorazione di quei merletti.

Ella non udì e non gli badò, continuando a carezzare con le sue dita quelle perfette eleganze. E con vero rammarico dovette staccarsene, quando una maestra della scuola delle merlettaie le offrì di visitare altre sale, altre sezioni.

Giuliano Farnese non andò con lei. Rimase ad attenderla in giardino, col pretesto d'incenerire qualche sigaretta. Quando fu solo, si avvicinò di nuovo alla vetrata, spiò nella stanza dove le giovinette lavoravano instancabilmente. Il cuore gli balzava forte nel petto. Al momento di uscire dalla stanza con Claudina, mentre passavano innanzi alle operaie, una fra tutte lo aveva colpito. Una strana rassomiglianza, il richiamo vivente di un altro volto, di due altre pupille.... Spiò dai cristalli, aguzzò la vista e, ad un tratto, divenne pallido, vacillò, si sostenne alla maniglia della porta.

— È una somiglianza perfetta, si trovò a dire a voce alta.

Pensò di andarsene, di allontanarsi, di sfuggire a quel richiamo dell'adorata lontana. Il fantasma di lei s'era già tante volte insinuato fra gli amanti, durante quelli ultimi giorni, che quasi era divenuto, specialmente per Giuliano, una vera ossessione. Perchè, dunque, lasciarsi prendere a quell'altro spasimo che lo attirava irresistibilmente? No, no, poichè quelli ultimi tre o quattro giorni erano stati tranquilli e sereni, conveniva non interrompere con una brusca e dolorosa evocazione il loro calmo e dolce fluire.... Questo Giuliano sentì in pochi secondi e volle fuggire, ma, poichè egli vacillando s'era appoggiato alla maniglia, la porta vetrata si era aperta, gli sguardi delle ragazze e della sorvegliante si erano diretti verso di lui per vedere chi entrava. Giuliano, lì per lì, vinto dall'emozione, non seppe trovare un gesto o una parola, e dovette entrare

— Vorrei comprare alcuni di quei merletti, disse Giuliano per spiegare la sua ricomparsa alla sorvegliante. È qui che devo rivolgermi o alla direzione?

— No, signore, rispose la sorvegliante, noi non siamo autorizzate a vendere. Bisogna che si rivolga ai negozî, dall'altro lato della scuola. Del resto, la maestra che ha accompagnato or ora la sua signora potrà darle meglio di me le spiegazioni necessarie.

— La ringrazio, disse Farnese, e salutò.

Fece per uscire. Ma, quando fu innanzi alle giovanette una forza più potente della sua volontà lo trattenne, lo fermò. Rimase qualche secondo a guardar le agili dita femminili andare e venire, svolazzare lievi ed inafferrabili. Ma, poichè egli trovandosi di spalle alla porta impediva la luce, una delle operaie, bionda accesa e scarmigliata, con due occhi che sembravano còrsi da due fiamme, gli disse in puro veneziano e con un delizioso sorriso che illuminò una doppia schiera di denti candidissimi.