— El diga, siòr.... El xe minga trasparente!....
Giuliano, interpellato così vivacemente, si mosse e si trovò faccia a faccia con colei che gli aveva ricordato l'assente. La giovinetta, in piedi, misurava approssimativamente, distendendo il braccio sinistro e fermando la mano destra alla punta del suo naso, la lunghezza del merletto che le si ammonticchiava ai piedi.
Lo scrittore guardava intento la giovinetta. La rassomiglianza con Beatrice era straordinaria; isolandosi dalla cornice di quella stanza e di quelle altre persone e liberandosi di tutte le angosciose realtà della sua vita, egli avrebbe potuto confondere con sua moglie quella povera merlettaia. Se, sotto altre spoglie, ei l'avesse incontrata, anche in pieno meriggio avrebbe certamente creduto di riconoscere in lei la lontana. Tutto il dolore tornò nell'anima sua per quel richiamo. E, pure soffrendone, Giuliano non sapeva levare gli occhi di dosso a quella giovinetta. Volle parlarle, udirne meglio la voce; cercò qualche dimanda che non fosse stupida ed invece le rivolse la più sciocca di tutte. La giovinetta, avendo misurato tutto il merletto, aveva annunciato a mezza voce:
— Sono cinque metri, su per giù....
Si era nuovamente seduta, mentre Giuliano le domandava fissandola ardentemente:
— Ed è tutto lavoro d'oggi, signorina?
Un'angoscia improvvisa lo assalì nel breve momento che corse fra la sua dimanda e la risposta che le tenne dietro. Tremò che anche la voce somigliasse a quella dell'assente. Lo spasimo sarebbe stato per lui troppo acuto, e forse qualche nuova e spasmodica complicazione sentimentale si sarebbe iniziata per lui da quella somiglianza completa. Ma la giovinetta rispondeva:
— Oh no, no, non creda! Dio lo volesse.... È il lavoro di quasi due mesi! Se sapesse che lavoro complicato e difficile è mai questo!
Giuliano provò come un sollievo, appena la giovinetta ebbe pronunziato le prime sillabe con il suo accento veneziano, con la sua voce un po' rauca a volte, e a volte stridula così che dava un'impressione molesta di fastidio, come per lo stridore di una punta metallica sopra un vetro. Oh no, non era quella la dolce voce d'argento con cui Beatrice susurrava in altri tempi all'amato le sue più tenere follie d'amore! Non era quella la carezzevole voce di lei che sapeva così soavemente profferire il dolce invito del sentimento all'affettuosa scherma delle frasi amorose!
Giuliano era in procinto di rispondere alla giovinetta, quando una mano si posò, quasi inavvertita, sul suo braccio. Fu il sottile profumo di quella mano che lo avvertì della nuova presenza. Si volse. Claudina era innanzi a lui.