Subito ei s'avviò per uscire. Su la soglia si volse per cedere il passo a Claudina, ma la vide ancòra ferma al centro della stanza, intenta a fissare la giovine operaia con la quale egli aveva scambiato quelle insignificanti parole. L'amica lo raggiunse subito. Non si parlarono, poichè persone addette alla scuola li accompagnavano. Passando innanzi ad una sala, ebbero di nuovo la visione di quel delicato quadretto favrettiano, di tutto quello sfarfallìo lieve di candide mani, di tutto quello scintillìo di chiome bionde e rosse, sotto la calda carezza d'oro del sole. Discesero nella gondola che li attendeva, mentre un lieve vento di tramonto portava loro l'ultimo sospiro profumato dei rosai in fiore.


In pochi secondi, dopo qualche vibrato colpo di remi, la gondola si trovò lungi da Burano, tra il fasto vellutato delle onde verdi-azzurre. Il sole, ad occidente, tramontava in una gloria formidabile di fiamme.

Claudina sembrava molto interessata dal meraviglioso spettacolo del mare e del cielo. Giuliano le disse in proposito:

— Ti ricordi quella pagina in cui un dolce e suggestivo poeta, strappato ai versi dalle attrattive del teatro, Maurizio Donnay, evoca così stranamente questo superbo scenario? Guarda laggiù la flottiglia delle barche di Chioggia con le loro vele nere, gialle e rosse; guarda se alcune non rassomigliano davvero a clowns con grandi e variopinte brache gonfie; guarda se quelle laggiù, laggiù, in fondo, non sembrano veramente vescovi che incedano sul mare, ricoperti da sontuose dalmatiche... Oh quel sole che tramonta dietro San Marco! A quest'ora Venezia, magicamente, ha l'aspetto fastoso e lussureggiante di una città orientale. Guarda se non è vero che il cielo ed il mare mutano di colore ad ogni minuto, come due infinite Loïe Fuller che danzino la danza serpentina.... Quale visione incomparabile! quale apoteosi trionfale!....

L'amica non fece eco a quell'entusiasmo. Lo scrittore allora tacque e per qualche tempo non si udì che lo sciacquìo dell'acqua rotta dal ritmico batter dei remi.

— Eri molto entusiasta della bellezza di quella ragazza, disse a un tratto Claudina senza guardare Giuliano e mentre un fine sorriso ironico le sfiorava le labbra. Ho picchiato più volte ai vetri perchè tu venissi fuori, ma non hai udito..... Eri troppo assorto, troppo in ammirazione.... Avevi incominciato con lei una così fitta conversazione, interessantissima, suppongo..... È stato necessario che io entrassi e ti prendessi pel braccio perchè tu ti avvedessi della mia presenza.....

— Ma no, ma no, che vai mai pensando! esclamò Giuliano, dissimulando con pena nella voce un po' convulsa l'intimo tumulto. Mi annoiavo fuori, attendendoti. Sono entrato ed ho rivolto a quelle ragazze qualche domanda sul loro lavoro. Ecco tutto. In quanto alle ripetute chiamate tu sai bene quanto io sia distratto.....

Il sorriso ironico scomparve dalle labbra di Claudina. Fissando questa volta apertamente negli occhi il suo amante, la grande attrice disse nervosamente:

— In questi ultimi tempi hai appreso anche a mentire. E nel tempo stesso la tua consueta prudenza è scomparsa. Evidentemente la passione opera dei grandi sconvolgimenti nella tua anima..... Tu t'illudi sempre ch'io non senta, ch'io non veda, ch'io non intenda..... Davvero tu devi credermi una grande sciocca se hai tanta fiducia nella mia cecità e nella mia ingenuità..... Ciò non mi lusinga..... Tu devi sapere al contrario che nulla di quanto tu faccia, tu pensi o senta mi sfugge..... Con un dono unico delle donne veramente innamorate, leggo nell'anima tua come in un libro aperto e mi ritrovo tra i laberinti della tua conscienza, come in un luogo di cui io avessi una conoscenza perfetta.....