— Non comprendo a che cosa tu alluda, rispose Giuliano. Io non ti mento e non ti nascondo nulla, poichè ti amo.....

Una stridula risata dell'attrice commentò quella protesta. Era una risata nervosa ed ironica, irritata ed angosciosa, dove si rivelavano il dolore ed il rancore di quella donna che sentiva ogni giorno più sfuggirle il cuore di quell'uomo, cui ella aveva donato tutta sè stessa, follemente.

— Credi tu ch'io non abbia ben guardata quella ragazza che aveva saputo destare in te un così vivo interesse? Credi tu — continuò implacabile l'attrice — ch'io non abbia trovato come te in lei una impressionante somiglianza con una persona che da qualche tempo ti è divenuta tanto cara?... Oh, Giuliano, come siamo giunti presto a questo epilogo doloroso..... Io ti comprendo, ti comprendo...... Ma ti vorrei più leale e più energico..... Dovresti confessare francamente di non amarmi più, abbandonarmi, partire stasera stessa, se il tuo desiderio te lo consigliasse..... Così, tu ti avvilisci tanto ai miei occhi..... Il nostro amore, un giorno ardente, è ridotto oramai alle viltà e alle bassezze, ai ripieghi e alle menzogne di un matrimonio mal riuscito.....

Giuliano proruppe. Chiamando a raccolta le ultime forze della sua passione agonizzante, soffocando violentemente la voce onesta della sua conscienza, egli disse a Claudina le più dolci parole d'amore, seppe trovare le più lusinghiere e rassicuranti proteste, tentò d'incantarla con le più soavi promesse di fedeltà e d'ardore.

— Non ti credo, non ti credo, rispondeva Claudina..... tu menti ancòra..... Non pretendi forse che quella ragazza non ti aveva ricordato nessuna altra donna? Oh, come sai mentire, come sai mentire!....

Lo scrittore sentì ch'era impossibile di convincere Claudina alle sue menzogne ed ai suoi inganni. Volle essere sincero, le disse che quella rassomiglianza aveva colpito anche lui, ammise che il richiamo doloroso dell'assente facesse alle volte emigrare verso altri luoghi il suo povero cuore.....

Quale oscuro dramma avvenne allora nell'anima di Claudina? Tutti i suoi sogni e tutto il suo passato dovettero tornare al suo pensiero ed alla sua memoria.

Il passato dovette in lei confrontarsi al presente e questo a sua volta con l'oscuro e dolente avvenire.

— Ebbene, ella esclamò, per sentirmi dir questo, per sapere che tra le mie braccia tu chiudi gli occhi e ti illudi di baciare un'altra donna che ami, io ho dovuto darti quanto avevo di mio, di intimamente mio, tutti i miei sogni, tutto il mio ideale, tutto il mio avvenire!... Oh, in verità, non ne valeva la pena.... non ne valeva la pena, se si doveva giungere agli affanni e alle miserie che ora ci angustiano. Il nostro sogno ci ha tradito, forse, e la sua realtà mi appare di giorno in giorno sempre più lontana.... Ecco: tu mi hai presa così, per capriccio, per piacere, ed ora che il capriccio è soddisfatto ed il piacere diviene monotono, tu ti avvilisci sotto il peso delle mie catene e sogni e desideri, per amor di novità, le delizie e le gioie indulgenti del focolare domestico!

L'ultima frase era stata pronunziata con una così sprezzante ironia che Farnese ne risentì un'emozione violenta. Il dolore e la passione trasfiguravano interamente l'innamorata. Ella, che sempre aveva avuto rimorso per il male fatto a Beatrice, aveva adesso saputo trovare una frase ed un accento che rivelavano l'intima angoscia ed il risentimento della sua anima calpestata. Traversava uno di quei parossismi sentimentali in cui, sotto la sferza della passione non corrisposta, la creatura più tenera e mite diviene crudele e despota. Sembrava a Claudina, in quel momento, di non amar più Farnese e non imaginare che appunto allora il suo amore per lui era asceso al più alto fervore.