— Come sta la mamma, dimmi, dimmi.... E Anna Maria?
Luca rispondeva serio serio, tutto compreso della gravità della sua funzione di informatore che, gli si richiedeva dal suo papà in quel momento:
— La mamma sta bene.... Anna Maria invece sta un po' peggio di ieri... Ieri è stata tanto benino.... Oggi invece ho veduto venire il dottore tre volte.... A me non dicono niente.... La mamma mi ha voluto far uscire, perchè dice che in casa facevo troppo rumore e che Anna Maria doveva esser lasciata tranquilla.... Se vedessi, povera sorellina, com'è dimagrita!... È tanto triste, sai, papà, e non gioca nemmeno più con me e quando mi avvicino al suo letto coi giocattoli, mi sorride e mi fa cenno di no, con la mano....
— Che cosa dici, che cosa dici? mormorava il padre, angosciosamente. Poi, volgendosi a miss Margaret: — È vero che Anna Maria è così peggiorata?
— Sì, rispose l'istitutrice, sta un poco peggio di ieri; ma pare che non sia nulla di molto grave, il dottore ne risponde.
La flemma inglese di miss Margaret urtò Giuliano. L'intima angoscia si espandeva in gesti affettuosi per quel piccino che gli camminava a lato:
— E tu, e tu, mio piccolo uomo, come stai? Sei contento di riavere con te il tuo papà? Dimmi, ripetimelo, piccino mio!
E si chinava a baciarlo e gli passava, teneramente, la mano nei capelli.
Erano giunti all'uscita del Pincio. Giuliano dimandò arrestandosi:
— Dove andate?