Nell'appartamento Luca lo lasciò, corse innanzi per le stanze, gridando:
— Mamma, mamma...
Giuliano lo vide entrar di corsa nella stanza di Anna Maria, udì la sua voce infantile esclamare:
— Mamma, mamma, guarda chi c'è, guarda..
Correndo, il bimbo tornò su i suoi passi, prese il padre per la mano, lo condusse seco. Giuliano non si sentiva più alcuna forza di resistenza. Era così innocente e nobile quello strumento di cui si serviva il destino che Giuliano si abbandonava, sicuro che non avrebbe mai potuto venirgliene del male! Guidato così dal piccino, varcò la soglia della stanza di Anna Maria. Si soffermò. Sua moglie, che attirata dal grido di Luca si faceva su la porta per vedere quale persona tanto inattesa fosse venuta, diede un passo indietro, si lasciò sfuggire un piccolo grido. Entrambi rimasero immobili qualche secondo. Anna Maria dal suo lettino esclamava, battendo le manine febbricitanti:
— Oh, il papà, il papà è tornato!..
La voce della piccola inferma li richiamò. Qual si fossero i loro reciproci sentimenti, innanzi ai piccini bisognava mentire. Questo pensiero dovette palpitare nel cervello di entrambi, poichè nel tempo stesso mossero un passo l'un verso l'altra. I loro volti si avvicinarono. Le labbra accennarono il rumore di un bacio, ma non baciarono. La commedia li riprendeva. Beatrice tacque, Giuliano non ebbe la forza di sostenere il suo sguardo che sembrava dimandargli come avesse osato di tornare. Egli guardò il piccolo Luca, accennò a lui con la mano per spiegare la sua presenza....
Sua moglie era innanzi a lui! Ecco dunque che il destino aveva procurato quanto gli uomini non avrebbero voluto fargli tentare. La sua salvezza era forse stata nel destino. Giuliano si sentiva in quel momento sotto l'influsso del mistero e ne risentiva un'impressione di timore e d'inquietudine.
Vide Anna Maria, che dal letto gli tendeva le piccole braccia dimagrite. Egli corse a quel dolce rifugio. Presso l'inferma si sarebbe sentito più forte e Beatrice avrebbe forse intuito tutte le sue angoscie.
— Mia piccola bimba, mia cara creatura, come stai, come stai?.... Dove senti dolore? mormorava trepidamente.