Passarono così qualche ora in un dormiveglia dello spirito e della conscienza, che non consentiva loro il nesso logico di un pensiero, lo sviluppo coerente di un'idea, la sensazione precisa e completa di un sentimento. Rimasero così, finchè un nuovo scoppio di tosse della piccina non li fece balzare in piedi, pallidissimi.
Lo scoppio di tosse da cui Anna Maria era stata presa sembrava violento ed irrefrenabile. Beatrice accorse, sollevò con un braccio l'inferma dai cuscini, picchiò con la mano nelle spalle, fortemente. Ma la tosse non cessava. La piccina diveniva sempre più rossa, i suoi poveri occhi stanchi le si iniettavano di sangue. Allora, nell'ansia folle, Beatrice disse disperatamente a Giuliano le prime parole dopo il suo ritorno:
— Dell'acqua, per carità, dàlle dell'acqua!
Giuliano ne versò qualche goccia in un bicchiere, avvicinò l'orlo di questo alle labbra della sua creatura. Ella potè beverne appena un sorso, poichè la tosse l'assalì di nuovo con moltiplicata veemenza. I genitori si guardarono un momento atterriti. Giuliano era stato vinto da un tremito convulso, mentre Beatrice, continuando a picchiare Anna Maria alle spalle, la chiamava disperatamente:
— Anna Maria, bimba mia, rispondimi, rispondimi!... Ti senti male?... Cosa posso farti?... Non mi riconosci? Sono la mammina tua, la mammina tua che ti adora.. Anna Maria... Anna Maria..
Giuliano si lanciò verso la porta per chiamar Loredano, per mandar qualcuno ad una farmacia notturna in cerca di un dottore. Era per varcare la soglia, quando un grido angoscioso di Beatrice lo richiamò:
— Giuliano, Giuliano, reggila, reggila....
Egli prese la bimba fra le braccia; durante quel veemente ed interminabile scoppio di tosse, egli sentiva la violenta scossa dei bronchi e dei polmoni colpiti. Beatrice aveva preso una bottiglia e un cucchiaio, dava un po' di calmante alla piccina, introducendo a stento il cucchiaio tra i denti spasmodicamente serrati. Ogni sforzo era vano. Dovette Giuliano aprire a forza le mascelle della piccola inferma. La madre s'affrettò a versarle nella bocca il calmante, che un nuovo scoppio di tosse, sopravvenendo, le fece rovesciar per intero. Il triste tentativo dovette essere replicato. Poi la bimba sembrò un poco calmata.
— Prendi il termometro, lì, sul tavolino, disse Beatrice al marito.
Misurarono la febbre della piccina, la cui fronte ardeva come un fuoco. Il termometro salì rapidamente ad una temperatura altissima.