— Bere! mormorò la bimba.
— Che cosa si può darle? interrogò Giuliano, ignorando le prescrizioni del dottore.
— Va, corri di là..... preparale un'infusione calda di tiglio. Troverai tutto. Oppure chiama miss Margaret, chiama Giovanni.....
Giuliano, in quattro salti, si trovò in cucina. Non volle destar nessuno, tentò di far da sè, ma si trovò imbarazzatissimo. Stentò a trovare il tiglio, lo zucchero, l'acqua che fosse a bollore. Quando la bevanda fu pronta, tornò, reggendo a stento la tazza con le mani che gli tremavano convulsamente.
Trovò Anna Maria ripresa dalla furia della tosse. Beatrice la sorreggeva, bianca di terrore.
— Ma il medico che cosa ha detto? dimandò Giuliano. Ha preveduto questa nuova crisi?
— Sì, rispose Beatrice, ha detto che avrebbe potuto sopravvenire, ma che gli sembrava improbabile. Comunque sarebbe stata l'ultima, pericolosissima: o la vita o la morte..... Oh Dio, oh Dio! Madonna mia, non la fate soffrire così, non mi straziate il cuore..... Non ne posso più!.....
Cadde in ginocchio, appoggiò le mani al letto e tra le palme nascose il suo volto e le sue lacrime.
— Coraggio, coraggio, Beatrice, incitò Giuliano, la nostra piccina è forte, supererà anche questa crisi definitiva.
La bimba era ricaduta su i cuscini, quasi rantolava, con gli occhi chiusi. Beatrice si rialzò, gridò: