— Anche io ho tanto, tanto sofferto!

E quando ebbe finito il racconto delle sue sofferenze, Giuliano disse:

— Ed ora sono accorso a te, chiedendoti di prendermi con indulgenza sul tuo caro seno. Ecco, io ti ho tutto confessato. Che cosa devo fare? Mi respingi o m'accogli?

— No, no, io non ti respingo. Anche io pensavo che potevamo unire e sopire a vicenda i nostri dolori!

Giuliano divenne supremamente pallido.

— Oh, mio Dio, se tu sapessi quale gioja le tue parole mi dànno, dopo di esser passato per tanto dolore!

Un singhiozzo troncò le sue parole.

— Tu mi ami dunque ancòra un poco? dimandò poi sommesso, quasi vergognoso di impetrare una generosità così grande dal povero cuore di lei.

— Io ti amo ancòra con tutta l'anima, susurrò Beatrice e gli strinse le mani, palpitando.

Giuliano si morse a sangue le labbra per trattenere la sua profonda emozione, fece uno sforzo inaudito per contenersi, per frenare il pianto di dolore e di gioja.