Et que le monde
N'est que souci?»
Una sera (oltre le cortine della finestra il cielo sfumava delicatissimo tra le nebbie rosee e azzurrine), mentre Giuliano le rileggeva quei versi, Beatrice, che non era mai ritornata nemmeno fugacemente sul loro triste passato, disse al marito:
— Anche tu sei stato come quel bel cavaliere che andava alla guerra. Ed io, come Barberina, potrei dimandarti che cosa tu sia andato a fare così lungi da qui. Anche io potrei dimandarti se non vedevi che la notte è profonda e che tutto nel mondo altro non è che tristezza e dolore.....
— Tu hai detto di avermi perdonato, disse Giuliano. Perdono significa oblìo. Perchè dunque ritorni sul mio triste passato?
— No, io non ritorno sul tuo triste passato, replicò Beatrice. Come seppi perdonare, così so anche dimenticare. Vorrei solo che tu sapessi quanto ho sofferto anche io. Ah, quei primi giorni in cui i nostri bambini mi domandavano sempre di te, volevan sapere dove tu fossi, quando saresti tornato! Come mi sembrava deserta questa casa! Certe sere, verso quest'ora, prima che i domestici accendessero i lumi, giravo per la casa come in sogno, cercandoti. E quale doloroso ed angoscioso risveglio era il mio, quando uno dei nostri figli mi domandava di te ed io dovevo mentire e ricordarmi la tua colpa, la tua lontananza, tutto il nostro avvenire spezzato.... Quante volte ti ho pensato felice, dimentico, perduto per sempre!... Ma tu sei tornato. Tutto è finito e tutto è ricominciato. È stato un brutto sogno, dal quale ci siamo entrambi ridestati cercando ansiosamente le nostre labbra. La vita è ancòra buona per noi, è ancóra bella.
Verso quell'ora, Luca tornava dal passeggio e s'incontrava con la piccola Anna Maria convalescente intorno al letto della mamma. Era allora un gaio scoppiettio di adorabili sciocchezze, di fanciullaggini commoventi e soavi. Ogni volta che usciva, il piccolo Luca non dimenticava mai di portare alla mamma o alla sorella qualche ghiottoneria o qualche gingillo comperati dietro suggerimento del papà e col denaro ch'egli gli aveva dato a questo scopo. E Beatrice e Anna Maria aprivano curiosamente i pacchetti, i cartocci. Ed era allora una gara di sorrisi, di esclamazioni giojose, mentre la lampada pioveva su quella soave scena famigliare blandi e rosei riflessi.
— Quale grande felicità tu mi dài, diceva talvolta Giuliano intenerito alla moglie.
— Oh, ma tu hai avuto altre felicità, ella rispondeva con una punta d'ironia, troppo affettuosa per saper ferire.
E Giuliano protestava con un sorriso buono: