VIII.
Ritornavano dal cimitero delle Porte Sante, mentre il tramonto s'approssimava, distendendo nel cielo veli più accesi tra un pulviscolo d'oro più vivo e più denso. Farnese s'appoggiava al braccio di Loredano e nessuno dei due aveva fino a quel momento saputo rompere il silenzio. Infine Loredano disse serrando il braccio del cognato:
— Vuoi che camminiamo ancóra? Il tramonto è bello, l'aria è dolce, Firenze è soave. E noi abbiamo bisogno di aria libera e di un po' di bellezza dopo le emozioni di questi giorni e di oggi.
Farnese non rispose. Loredano lo fissò, spiando nei suoi occhi l'intime tristezze, poichè vedeva disegnarsi sul volto di lui le orme d'un tumulto sentimentale dei più violenti.
— Tu sei triste, disse allora Leonardo. La morte di Claudina è stato per te un grande colpo, lo comprendo; ma tu non devi preoccuparti così, non puoi ritenerti responsabile di quanto è avvenuto. La forza delle cose ha voluto che avvenisse quanto nè la tua onestà nè la tua bontà avrebbero potuto scongiurare. Col destino non si lotta, lo si subisce. Non lo si spezza, ma si può essere spezzati. È una lotta inuguale, pari a quella che avresti con un nemico che ti assale nell'ombra e di cui tu non puoi scorgere nè l'atto, nè l'arma. Non ti puoi attribuire quindi una colpa che non hai.
— Una colpa che non ho! esclamò Farnese. Oh fossero giuste e fossero vere queste tue parole. Ma non è così, non è così.... Da quella sera in cui Claudina è caduta moribonda tra le mie braccia tutto mi appare sotto una nuova luce e sotto un nuovo aspetto. E mi domando: perchè Claudina si è uccisa? Ella si è uccisa perchè mi amava, perchè le ho fatto credere in un momento di follìa che avrei saputo amarla per sempre d'un amore profondo e veemente... Il capriccio solo mi dettava le parole dell'amore, di quell'amore che per me era altrove, tanto presso a me che io non lo vedevo e non lo indovinavo perchè m'era troppo vicino...
— Ella ti ha amato, rispose Loredano e tu l'hai amata per quanto hai potuto. Fosti più leale abbandonandola e confessandole di non amarla più; la tua colpa sarebbe stata maggiore se tu le avessi mentito, se tu avessi recitato per lei l'ignobile commedia del sentimento.
— Oh ma vi sono delle responsabilità che non son nostre, esclamò Giuliano Farnese con impeto d'emozione, ma che divengono nostre poichè il destino ce le impone.... Quando io penso che se non l'avessi mai incontrata ella a quest'ora vivrebbe, sarebbe felice, i suoi parenti non sarebbero in lacrime... Ell'era una donna d'amore, nata per l'amore; e forse avrebbe appartenuto ad un uomo che avrebbe saputo e potuto amarla facendola beata, a Lorenzo Gray per esempio... E sarebbe una moglie soave, una madre felice per i figli ch'ella avrebbe avuto da un amore giusto e nobile, da confessarsi senza ritegno innanzi al mondo intero! Mentre invece ella mi ha incontrato, ella mi ha amato ed ora non è che un cadavere, chiuso nello zinco della sua cassa, oggi ancóra bella nel suo sonno eterno e domani putredine... Oh se io avessi saputo e se avessi potuto prevedere, come avrei avuto il coraggio e la forza di respingerla, di deluderla, di allontanarla da me....... Ma che sapevo io? Era un'attrice bella e giovine e l'inganno del palcoscenico, della vita di teatro, m'impediva d'intendere ch'ella non era come le altre! Come avvengono questi incontri fatali? Chi sa? Chi ci spinge? Chi ci guida? È la forza delle cose, come tu dicevi poc'anzi....... Dapprima la possibilità del dramma non appare e l'epilogo sembra tanto lontano tra tante nebbie rosee, e tutto è così dolce, così bello... Ma poichè ella mi amava ed io ero fuggito con lei, avessi almeno avuto l'energia di finger d'amarla, di non tornare a Beatrice, di rinunziar per sempre alla mia felicità pur che non fosse spezzata la sua vita...... Sì, sì, tutto, tutto sarebbe stato meglio di ciò che è avvenuto.. Ella è morta, orribilmente... Sì, sì, tutto sarebbe stato meglio... Ah se io non l'avessi mai incontrata! Ella sarebbe viva adesso, sorriderebbe forse ai baci di una sua creatura, sotto lo sguardo di un uomo amante ed amato.... Invece il crepuscolo scende su i due cipressi che ombreggian la sua tomba, lassù, al cimitero delle Porte Sante... Ell'è morta, è morta, e tutta la mia angoscia e tutto il mio rimorso non posson più nulla per lei e forse anche ella li ignora!...
Lo scrittore procedeva così, parlando a scatti, ripetendo le stesse frasi, gli stessi lamenti e gli stessi rimpianti; aveva gli occhi fissi a terra, la voce dolorosa, il passo greve e s'appoggiava pesantemente al braccio di Loredano.
Questi sorrise, scrollò il capo dicendo: