S'è messo il velo attorno al capo e la coroncina su la fronte. E ha guardato Fiorvante così, malinconici gli occhi ma fiero lo sguardo:
— Perchè così potevo sposarlo... Come una ragazza per bene... Non ero mica la sua amante, io!...
E, disperata, si strappa dal capo la coroncina ed il velo e fa questo a brandelli, lacerandolo coi denti, con le mani... Ha pietà, tanta pietà, Fiorvante, nel suo vecchio cuore sentimentale, a vederla così disperata, schiantata... Ha tanta pietà e tanta simpatia... E, poichè veder soffrire è spesso una buona occasione per cominciare ad amare, Fiorvante, sollevandola da terra dove s'è rovesciata con le sue lacrime e il suo velo a brandelli, già la chiama, teneramente, per la prima volta:
— Mimì...
12.
Gli amici hanno rinunziato a ricondurre Filippo da Mimì. Balla con Fleurette fox-trots e fox-trots, tanghi dopo tanghi e Fleurette gli sorride come non gli ha mai sorriso. Così Filippo è ripreso. Sottile veleno della sigaretta riaccesa, dell'amore che ricomincia...
— No, no, non ho ancora finito! tuona una voce.
Ed è il quieto calvo signore che ferma con la voce e col braccio l'imprudente mano d'un cameriere che voleva portargli via il piatto delle patate soufflées che è appena, dopo due ore, a poco meno della metà...
13.
C'è luna nel cielo e pace su l'acqua. La sera è tutta profumi. E Mimì e Fiorvante sono discesi nel piccolo giardino. Vibran piccole luci da per tutto: le stelle nel cielo, piccole lame d'argento su l'acqua, lucciole d'oro nelle siepi e tra i rosai. Luci anche splendono sui grossi bastimenti ancorati nel porto: e sembran catafalchi di giganti giganteschi attorno ai quali la città con le sue luci d'oro ha acceso tutt'un'architettura di ceri.