Sono appoggiati alla balaustra, Mimì e Fiorvante. Questi solleva il volto della fanciulla e le dice:

— È il vostro primo dolore d'amore... So che cosa vuol dire soffrire. Ho tanto sofferto anch'io per l'amore...

Appoggiato al davanzale cerca laggiù, sul mare, tra catafalco e catafalco, i suoi grandi sogni morti, le sue speranze e i suoi ricordi. Ora è Mimì a guardarlo, è Mimì che solleva con la punta di due dita la fronte di lui:

— Voi siete così diverso da lui... dagli altri... Voi dovete saper volere tanto... tanto bene...

Fiorvante prende fra le sue le piccole mani gelate di Mimì. Le bacia. Attira a sè la fanciulla. La guarda, la guarda... Ma non osa parlare. E poi, con la voce che gli trema:

— Sì, le dice, so volere molto bene, io... E mi par già di cominciare a volervene...

La bimba arrossisce e abbassa gli occhi. Trepidamente Fiorvante chiede, bassi gli occhi e bassa la voce:

— E voi?... E voi?...

E Mimì risponde... Risponde abbassando gli occhi sempre più, sempre più, ma con un lieve cenno del capo che dice: sì, sì... Fiorvante le ha preso ancora le mani. Fa per riportarle alle sue labbra. Ma poi si ferma e, passata un'ombra sul suo volto, le abbandona:

— No... no... Vi par così, stasera... Ma voi tornerete ad amar lui, domani...