E Mimì smette il bianco saluto. Con gli occhi pieni di lagrime ma col cuore pieno di speranza, si volge a Fiorvante e gli stringe una mano dicendogli:
— Sì, il passato se ne va...
Un grande sorriso le illumina gli occhi ancor umidi di lacrime:
— Rimani tu: il mio più grande avvenire.
30.
Son ritornati a casa di Mimì. Forse in quello stesso momento la nave di Ardea esce dal porto. È il tramonto. Mimì e Fiorvante sono usciti su la terrazza. E Mimì, appoggiando la fronte su la spalla di lui, mormora felice:
— La vita intera ora ci sorride!
E sono lì, stretti, liberi, soli, per sempre, sotto l'immenso cielo, d'innanzi all'immenso mare, piccolo gruppo umano felice, piccolo e immenso fra le due immensità. E, dal fondo della terrazza, come li guarda, felice, benedicendoli, Pierotto, Pierotto che adora Fiorvante, Pierotto che adesso adora Mimì anche più di Fiorvante...
La nave di Ardea è uscita in quel punto dal porto ed entra nel libero mare inquadrato nel rettangolo della terrazza coperta. E Fiorvante indica la nave a Mimì sognante, estatica:
— Vedi... Com'è già lontano, in un'ora, dal nostro cuore e dalla nostra vita... laggiù... laggiù... in mezzo al mare...