Perchè, perchè nessuno piange?... Ma piange lei, Mimì, disperata, urlando finalmente il suo folle dolore, piange finalmente lei, Mimì, per tutti...

46.

Tre mesi sono passati. Due dolori, ignoti l'uno all'altro, in due case, in due cuori, ricordano inconsolabili il caro scomparso. Ma anche nei grandi lutti incancellabili la vita trascorre, il tempo passa, le abitudini riallacciano l'interrotta catena delle giornate. Passa lunghe ore, Mimì, nello studio di Fiorvante, là dove tutto, tutto le parla di lui, là dove sono i quadri che gli piacevano e i libri che egli amava. Ecco un libro, un piccolo libro ch'egli prediligeva: la Storia della Dama del ventaglio bianco, racconto cinese, di quella Cina che doveva essere la sua morte e la sua sepoltura, di quella Cina che Mimì odia ferocemente, nel furore di tutta la sua disperazione. Ma quella piccola storia cinese è un piccolo libro che Fiorvante amava tanto... E Mimì lo porta, religiosamente, alle sue labbra.

Che sole fuori e che freddo là dentro.. Mimì esce per chiedere al sole, al grande consolatore d'oro, un po' di pace, un po' di conforto, un po' di vita. E siede lì, in giardino, nel suo cantuccio preferito. E apre a caso il libro che Fiorvante amava, l'apre in un punto qualunque, tanto per leggere qualche cosa, per deviare un poco il suo pensiero... E legge...

SEGUITO DEL RACCONTO CINESE CHE PUÒ SERVIRE DA INTERMEZZO.

Piangeva ogni giorno, da mesi, Madama Lu, il suo povero e caro sposo perduto e veniva ogni giorno a piangerlo ore ed ore su la sua sepoltura quando un giorno, su la tomba contigua a quella del signor Tao, un elegante cinesino, dal bel vestito bianco di lutto e il bel codino nero tutto lucido e levigato, venne a piangere una dilettissima sorella. Passarono i giorni, una settimana, due settimane. Ogni giorno Madama Lu e l'avvenente cinesino si trovavano lì, su le due tombe, alla medesima ora. E Madama Lu piangeva il signor Tao e guardava fra una lacrima e l'altra l'avvenente cinesino il quale a sua volta piangeva a calde lacrime la dilettissima sorella e, fra lacrima e lacrima, guardava con aria di trovarla assai carina l'addoloratissima Madama Lu. Si guardavano così, ma non si parlavano. O si parlavan con gli occhi: il miglior linguaggio perchè è chiaro per tutti. E un giorno si parlarono anche con le bocche perchè a Madama Lu cadde il grande ventaglio bianco e l'elegante cinesino con gran premura si chinò a raccoglierlo. E Madama Lu gli disse grazie, parola che in cinese ha un gran valore di seduzione: non so come si scriva ma, a sentirla, è dolce come una carezza.

Avvenne da quel giorno che Madama Lu e l'elegante cinesino si vedessero ogni mattina su le contigue sepolture del compianto signor Tao e della dilettissima sorella e dai regni bui della Morte partissero insieme, dopo le ore di pianto, verso i rosei regni dell'Amore. Anche in Cina i giovanotti eleganti sono intraprendenti e non sanno accompagnar per via una bella signora senza parlarle d'amore. Così l'elegante cinesino parlò un giorno d'amore a Madama Lu. Avrebbe voluto questa rispondergli: non per le rime, ma piuttosto facendo rima: rima baciata. Ma non s'è giurato per nulla... E Madama Lu, fedele al suo giuramento, resisteva al fascino del nuovo amore, poichè non le era concesso di baciar bocca di uomo prima che la terra fosse asciutta su la sepoltura del suo compianto marito. E la terra era ancora bagnata, anche perchè, quasi a far dispetto a Madama Lu e piacere al signor Tao, i tempi erano eccezionalmente piovosi. Pioveva a catinelle ogni sera. E il sole aveva un bell'asciugar l'umidità ogni mattina. Ci pensavano le grosse nuvole nere di mezzogiorno a rimettercene altrettante ogni sera....

47.

— Cucù! Guardate chi c'è?

Gli ufficiali, in punta di piedi, riuscendo con ogni cautela a non far scricchiolare la ghiaia nei vialetti, sono giunti in giardino dietro la poltrona nella quale Mimì è seduta a leggere. E, di sorpresa, dietro le spalle, con un fazzoletto le han tappato gli occhi...