L'AMICO

Comodo paese, il paese della verità!

PIERROT

Uscii dalla reggia della luna tripudiando di felicità. Avevo tanto sofferto, io: Colombina infedele, gli amici infidi, i compagni sleali, frode e menzogna in ogni cosa. E per tre giorni, pur andando in giro continuamente fra uomini e donne, progetti ed affari, io ritornai dalla Luna, alla sera, col mio bel vestito immacolato. Ma la quarta sera Madame la Lune, corrugando il sopracciglio, scoprì una minuscola macchiolina nera poco più su del cuore. E, con la faccia oscura, mi rimproverò: «Tu hai detto, oggi, una bugia. Bada. Ma sia la prima e l'ultima». Sapevo come la macchiolina era venuta. Devi sapere che uomini e donne, lassù, son come noi. Solamente, mentre da noi le donne belle e gli uomini forti stanno specialmente nelle statue dei musei e nei quadri delle gallerie e attorno per il mondo vediamo girare ogni giorno un popolo di mostri e di sfiancati che d'uomo e di donna han solo il nome, nella luna, invece, son tutti belli. Così io, puoi immaginarlo, non tardai ad innamorarmi. E quel giorno stesso avevo al mattino chiesto un bacio ad una fanciulla bionda, offrendole, senza ch'ella me lo chiedesse, ma perchè si fa sempre così, d'esserle per sempre fedele. Ma nel pomeriggio una fanciulla bruna mi piacque e poichè ella chiedeva, per annoiarmi, un giuramento d'eterna fedeltà, io senza pensarci, tanto smaniavo di toccar quelle rosee sue labbra, giurai come alla bionda anche alla bruna d'esserle per sempre fedele. E il giorno dopo la prima bugia una terza fanciulla mi piacque. Suonava il violino divinamente; e glielo dissi. Ella, sorridendo felice, mi domandò se avessi mai sentito alcun altro suonar com'ella suonava. Ed io giurai che no. E, verso sera, una quarta fanciulla mi piacque, poichè suonava l'arpa celestialmente; e glielo dissi. Ed anch'ella, sorridendo felice, mi domandò se avessi mai nella luna od altrove sentito alcun altro suonare com'ella suonava. E io giurai che no, anche a lei, tanto mi piacque lusingarla per esserne lusingato e tanto non osai dir la verità per cui m'era parso che la suonatrice di violino, per profondità di sentimento e delicatezza di tocco, la vincesse di gran lunga su la suonatrice di arpa. E alla sera, chez Madame la Lune, furon dolori. Quattro macchioline, grosse come centesimi, erano schierate in bell'ordine su la mia giubba candida poco più su del cuore. «Bada, mi disse vedendole la Luna con cipiglio severo. Bada, Pierrot. Non continuar così se ti è caro vivere qui. Ricordati: non sei più fra gli uomini. In terra, di bugie si vive. Qui, di bugie si muore».

L'AMICO

Mi pare, in verità, che la Luna non potesse più affettuosamente metterti in guardia....

PIERROT

Mettersi in guardia.... Facile a dirsi, difficile a farsi. T'ho detto e ti ripeto che lassù eran tutte maledettamente belle e, non appena ne vedevo una che non avevo veduta ancora, mi prendeva una gran smania di baciarle le labbra e di suggerle in quel bacio l'anima come si succhia un fiore. E, per ottener questo bacio, non badavo a mezzi leciti o illeciti. Se mi chiedevano promesse, impegni, giuramenti, io, preso nel vortice del mio desiderio, ubbriacato di bellezza, promettevo, m'impegnavo, giuravo. E la giubba, la mia povera giubba si copriva di macchioline che s'allineavano in piccoli battaglioni come un esercito schierato in piazza d'armi e visto da un aereoplano a tremila metri. E, ogni sera, la Luna contava: «Trecento.... Quattrocento.... Cinquecento....». E ora le bugie, dette le prime, crescevano e si moltiplicavano senza che io volessi. Lo diciamo anche su la terra, tanto per giustificarci: una tira l'altra, come le ciliegie. E una, infatti, tirava l'altra. Dove una bugia era scoperta, dovevo dirne due nuove per nasconder la prima. Dove un inganno svelato minacciava di farmi perdere ciò che a me piaceva di conservare, tramavo altri tre inganni per mantenere il primo. E, alla sera, la Luna contava: «Ottocento.... Novecento.... Mille....». E sulla piazza d'armi della mia giubba candida l'aereoplano a tremila metri non vedeva più i punti fissi e radi d'un reggimento schierato: vedeva, povero me, tutt'un formicolìo d'eserciti....

L'AMICO

Come se guardasse, mettiamo, nell'anima di Colombina cui tu inesorabilmente rimproveri il giuoco delle bugie.