— C'è un amico. Il guardiamarina Francucci.
La cosa, che sembra far gran piacere a Pierotto, non sembra farne affatto a Fiorvante, il quale fa cenno al marinaio di far entrare e rivoltosi all'amico chiede:
— Che cosa vorrà questo ragazzo da me?... Perchè vengono ad annoiarmi ed a scovarmi fin qui?
Francucci è entrato, timido, impacciato. Non sa che dire. Poi diventa tutto rosso e osa mormorare:
— C'è di là... sua moglie...
Pierotto ride, felice. Fiorvante è balzato in piedi e Mimì, senza aspettare che le dicano d'entrare, è già entrata, s'è gettata ai piedi di Fiorvante ripiombato a sedere ed ha il capo su le ginocchia di lui... Francucci e l'amico sentono ch'è un gran momento e si allontanano per lasciarli liberi...
— Io non voglio lasciarti, mormora Mimì. Io non voglio... Io ti amo! Ti amo!
E si stringe a lui, per abbracciarlo, per raggiungere il suo viso, la sua bocca. Ma Fiorvante sorride melanconicamente e scuote il capo:
— No... Tu non mi ami più, Mimì... Tu hai pietà... E non è la stessa cosa...
Come si dispera, Mimì! Come si aggrappa, Mimì! Come vorrebbe che Fiorvante se l'abbracciasse, la prendesse su le ginocchia e le desse forza... Ma Fiorvante le solleva il viso nascosto, e, prese le sue tempie nelle mani, la guarda in fondo agli occhi e in fondo all'anima e l'ammonisce: