67.

Una sera, pochi giorni dopo, in una busta ministeriale, l'ordine d'imbarco per l'Estremo Oriente è giunto. Fiorvante è sùbito corso su la soglia della sua camera da letto ove Pierotto riordinava nei comò:

— Fa' presto, Pierotto... Le valigie in due ore... Domattina si parte.

Si parte? Che gioia ha Pierotto e come batte le mani... E come si dà da fare, un quarto d'ora dopo, mentre il suo padrone, col suo amico, esce di casa e traversa i giardini diretto al Casino.

E, alla svoltata d'un viale, un alt improvviso, un colpo al cuore, la mano al cappello. Maud, colei che lo doveva aspettare inconsolabile, colei ch'egli doveva raggiungere laggiù, in Cina, per consolarla, Maud è davanti a lui, rossa in volto, le mani incerte.

— Son qui da un mese, ella spiega. Mio padre è in Europa, per tre mesi, in congedo... E ha voluto che io l'accompagnassi.

Ma, più che su Maud, gli occhi di Fiorvante si posano su quel giovanotto rimasto indietro e che ora fa cenno a Maud di presentarlo.

— Mister Treddles... mio fidanzato..

Fiorvante sobbalza. Il fidanzato viene avanti con un sorriso, la mano stesa. E Fiorvante non può parlare, non parla... Troppe cose egli avrebbe da dire... Ci rinunzia e, del resto, già Maud, rossa in volto, tende la mano a Fiorvante e s'allontana col giovane inglese che, non appena rimasti soli, ombroso come tutti gl'innamorati, chiede notizie e spiegazioni... E Maud spiega:

— L'ho conosciuto in Cina... Sei mesi or sono... prima d'incontrar voi...