Gli occhi le si velano di lacrime. Abbassa il volto e la voce:
— Il mio povero e caro fratello tanto malato è appena desto... Lo faccio adagiare su la chaise-longue dove trascorre leggendo quasi tutte le sue giornate. Gli apro le finestre affinchè un po' di sole entri a riscaldarlo e a rincuorarlo... Come ritorna la speranza nel cuore dei malati quando un po' di sole viene a toccarli, a scaldarli!... E gli domando, ogni mattina, col cuore che mi batte tanto forte: “Stai meglio, stamattina?...„ Ed egli dice di sì, per consolarmi... Ma non è vero... Lo so che non è vero... È condannato, come tutti i miei...
E il volto di Grazia è nascosto nelle mani e il pianto è nella sua gola e nel suo petto. Come più si stringono le piccole suore attorno a lei, per consolarla... Ma Grazia è forte. Grazia ha un grande cuore eroico e non vuol pietà. Rimanda in dietro le lacrime, balza in piedi e si stringe attorno le amiche bianche:
— E ora sono, come ogni mattina, fra le mie amiche della Collina Verde per ringraziare Iddio di quel po' di bene che mi permette di fare!...
Va Grazia, con le suore, alla cappella. S'inginocchiano e pregano. Che mistico fervore è sul volto di Grazia, quale luce di trasfigurazione in quei suoi grandi occhi sognanti!...
III. CLAUDIO ARCERI.
Nel suo studio denso di stoffe e di tappeti, lasciato in eterna penombra dalla poca luce che entra attraverso i cristalli da cattedrale, Claudio Arceri, seduto al tavolino, con il pianoforte aperto accanto a lui, lavora. Ha d'innanzi a sè i grandi fogli coperti di segni della sua opera nuova. Il giovane maestro è già celebre, a trent'anni. Le sue tre prime opere gli hanno conquistato una popolarità universale e il mondo attende adesso la sua opera nuova. Il soggetto ch'egli ha scelto è famoso: Cirano di Bergerac. La musica gli canta dentro e il maggiore entusiasmo creativo accende Claudio Arceri. Ma come lavorare? Ad ogni quarto d'ora è interrotto. Il vecchio domestico, avvezzo ai rabbuffi ma sempre, tuttavia, intimidito quando gli si deve avvicinare nelle ore del lavoro, viene avanti pian piano, in punta di piedi... Ha, sul vassoio, tre biglietti da visita. Come lo guarda, Claudio, e come vorrebbe strangolarlo... Ma non lo strangola perchè, in fondo, a quel vecchio fedele e taciturno domestico vuol bene. Guarda i biglietti da visita: un editore, due impresarii di teatri lirici. Come si fa a non riceverli?... Peccato... Guarda i fogli sul tavolino... Era in un'ora di estro... La ballata dei Cadetti gli veniva sui fogli così facile che sembrava gliela dettassero dentro.. Pazienza... Avanti l'editore... Poi... gli altri...
— E... non ci sono per nessun altro... Chiunque venga: il maestro lavora e non riceve.
Il domestico va, ma Claudio, di scatto, lo richiama:
— Cioè no... Aspetto alle cinque una signora... La riceverò... Verso le sette, poi, verrà la signorina Andreani. Se l'altra signora non fosse ancora andata via direte alla signorina Andreani che non sono ancora rientrato e che ho telefonato per farla avvertire che andrò io a prenderla alle otto a casa sua per pranzare insieme...