E corre nell'altra stanza, e torna, cariche le braccia del grave peso del grammofono. Ed ha con sè un disco. Lo leva in aria, trionfalmente, e poi lo mette a posto, nell'apparecchio.

— Si, sì, ora la sentirete la musica di Claudio Arceri...

E il grammofono va...

XI. PITTORESCA, MA INTERMINABILE...

E va anche, su per la lunga e lenta salita, già da due ore, la diligenza in cui Claudio Arceri sonnecchia quando i sobbalzi della vettura glielo permettono. E ci sono ancora due ore di strada! Tra sonno e sonno Claudio guarda dagli sportelli: luoghi pittoreschi, boschi di castagni miracolosi, pinete sublimi, panorama indescrivibile, sì, sì, tutto quello che gli hanno decantato e promesso... Ma che strada interminabile!... Pittoresca, ma interminabile...

E che idea è stata mai quella di non venir fin lassù in automobile?

XII. CHIAMA A RACCOLTA...

E il grammofono va, va ancora. Dapprima i quattro hanno tentato di motteggiare sotto gli sguardi fulminanti di Grazia. Ma adesso... Adesso altro che far gli spiritosi! Adesso son presi anche loro, come Grazia rapita, come Marcello, come Rosetta, nel fascino della musica stupenda. Hanno a poco a poco avvicinato le loro sedie e son là, con certi visi gravi e intenti, con certi occhi grandi che un velo di lacrime fa più luminosi. Anche Rosetta è, come Grazia, profondamente commossa. Anche lei adora la musica di Claudio Arceri. Marcello, che le è vicino, le mormora all'orecchio:

— Musica che strappa il cuore!...

E Rosetta, che aveva già il labbro tremante e gli occhi smarriti, nasconde il volto nelle mani e scoppia a piangere dirottamente.