D'improvviso Grazia arresta il grammofono. Corre a Rosetta e, presala tra le braccia, le asciuga gli occhi, la fa sorridere, ride con lei... Poi guarda i quattro. Son lì, immobili, i vecchi amici gelosi di Claudio, son lì vinti, commossi. Li fa levare, Grazia, e, dando loro i cappelli, li spinge fuori e dice:

— E ora via, via, cari, a farvi belli e ad avvertir tutte le mie amiche. Claudio Arceri fra poco sarà qui e voglio presentargli tutt'il mio piccolo mondo.

E don Giovannino, su la porta, assicura Grazia:

— State tranquilla... Alle ragazze penso io...

XIII. PRIMA CURIOSITÀ.

Il Castello di Arcole è a pochi chilometri dal paese e la diligenza vi fa sosta affinchè Claudio Arceri possa discendere. E, appena disceso, mentre la corriera riprende la via su per la salita, il suo primo pensiero, il suo primo interesse è per Grazia. Chiede sùbito ov'ella abiti al giardiniere che è venuto a riceverlo. E il giardiniere gl'indica lì, a duecento metri, la vecchia villa di Grazia, coi suoi due cipressi al cancello e la sua corona di pini attorno alla casa tutta avvolta di edera.

XIV. RIVEDENDO LA «SCENA DEL BALCONE».

... E quali mi direte, se venne un tale istante

Per noi, quali parole? — Ma quante, quante, quante

Me ne verranno al labbro; senza disporle in mazzo