— Voi! Grazia!
E, tra il giuoco e il serio, Claudio trattiene per qualche istante fra le sue braccia, più che non dovrebbe, Grazia, il cui volto è tutto illuminato di gioia, mentre Rosetta s'è fatta laggiù, dove il viale comincia, per nascondere il suo turbamento, per vedere se giunga la sua istitutrice, la sua istitutrice che è incredibilmente in ritardo. E ancora Claudio a bassa voce mormora all'orecchio di Grazia che tutta ne trema e abbassa il volto fatto di brace:
— Voi... Voi...
XXVII. GLI ABBANDONATI.
Su la piazza del paese, al piccolo “gran caffè„, mogi mogi, abbandonati, senza parlare, son seduti tre dei quattro amici di Grazia: il conte Spada, il farmacista e il maestro. Qua e là per la piazza, su la porta delle case, le belle ragazze di Collina Verde fan capannelli. E don Giovannino, più che mai fatale, va di gruppo in gruppo, a dispensar sorrisi e a rubar cuori. Ma chi lo guarda più don Giovannino da quando c'è in paese Claudio Arceri? Son tutte lì, su le porte, per aspettarlo, per vederlo passare, alla solita ora, alle cinque, quando viene in paese a spedir la sua posta e a comprar sigarette. Ora che c'è in paese un grand'uomo e un bell'uomo chi guarda più, chi può più guardare quell'uomo ridicolo ch'è don Giovannino? Ma don Giovannino, come tutti i grandi che decadono, non si accorge della sua decadenza. Prende per buoni i sorrisi ironici che lo accolgono, chiude le orecchie alle risate che lo seguono, vede solo la più santa ingenuità nelle frasi piene di malizia e di scherno con cui le belle ragazze di Collina Verde prendono in giro la sua fatalità esautorata e si burlano, insomma, maledettissimamente di lui...
Accanto ai tre che non parlano, caduti nell'abbattimento profondo dei grandi abbandoni, il medico prende un caffè. Ma il domestico di Grazia viene a chiamarlo.
— Corra, corra signor dottore... Il signor Marcello sta male... Ed io vado al Castello a chiamare sùbito la signorina Grazia...
E corre via, pover'uomo, nel suo affanno e nel suo affetto, come se i suoi vecchi «piedi dolci» avessero le ali...
XXVIII. L'«ARIA DEL BACIO».
Quella Grazia non fa che rovistar tra le carte di Claudio! Rientrati nello studio e mentre Claudio e Rosetta sono occupati a sfogliare un album di fotografie, Grazia si è avvicinata al tavolino per frugare ancora. Non è, del resto, diritto della Musa ficcare il nasino nelle faccende del suo Poeta? E, cerca, cerca... ha trovato! Ha trovato un brano che Claudio non aveva ancora confessato d'aver composto. Ora, con un lieve cenno, non veduta da Rosetta che continua a guardar fotografie, ha chiamato Claudio per mostrargli il foglio di musica e dirgli: