E Rosetta chiama, soffocando le parole nell'edera e nel pudore:
— Claudio... Sali...
E mentre Claudio dà la scalata Rosetta, intimidita, vergognosa, s'è rifugiata dentro, nella stanza, tra le braccia frementi di Grazia. Come, come tremano le braccia di Grazia... Dovrebbe Rosetta sentire... Ma sì... Come sentire?... Trema tanto anche lei...
Ora Claudio è per apparire al davanzale... Già la sua voce, che chiama, è più vicina... E Grazia spinge Rosetta verso Claudio che appare:
— Va, va, bacialo, bacialo, bacialo il tuo amore!...
E mentre Rosetta va, Grazia, quasi istintivamente, l'ha seguita. Esce anche lei sul balcone, ma sùbito si rigetta indietro addossandosi alle persiane aperte... E, a bassa voce, parlando solo a sè stessa, nell'orrore dell'infinita rinunzia, sospira e geme:
— Bacialo, bacialo, il «mio» amore!...
E lì, al davanzale, nel chiarore lunare, Rosetta e Claudio avvicinano le teste e le bocche. E lì, alla finestra, nell'ombra, Grazia chiude gli occhi per non vedere, per non vedere la cosa orrenda e divina. E si muove e indietreggia, e prima è sotto l'arco della finestra, e poi rientra nella stanza e, con gli occhi sbarrati, le braccia tese a respingere, indietreggiando, Grazia affonda, affonda lentamente, affonda sempre più profondamente nell'ombra della stanza, mentre lì, fuori, al balcone, nel raggio lunare, tra l'edera e i gelsomini, continua nel bacio il colloquio degli amanti.
XLIX. CHIACCHIERE IN PIAZZA.
— Sapete la grande notizia? — Rosetta è fidanzata... — E Grazia? — Grazia niente... — Chi l'avrebbe mai detto?... — Ma la notizia è vera? — Verissima! — Non si temono smentite! — L'agenzia di don Giovannino gode d'un credito meritato... — Meritatissimo... — E c'è di più... — Di più? — Che c'è? — Dite. Non ci fate morire di curiosità... — C'è... c'è... — Che c'è, in nome di Dio?... — Non ci vedete sospese alle vostre labbra? — C'è... c'è... — Parlate! O vi uccidiamo... — C'è un ballo... — Un ballo? — Sì, un ballo mascherato... — Dove? Dove? Dove? — Da Rosetta? — No, da Grazia. — Davvero? E quando? — Per celebrare il fidanzamento della sua amica col grande maestro... — E perchè in maschera?... — Perchè è in onore dell'autore del Cyrano... Anzi non si chiamerà un ballo: si chiamerà una «festa ciranesca»... — In maschera? Già, in maschera... — Maschere sul viso e maschere sui cuori... — Che vuoi dire dicendo così?... — Voglio dire che questo ballo offerto da Grazia è proprio in maschera... Maschera con questo ballo il dispetto che il matrimonio le fa... — Ma no! — Ma sì! — Anche Grazia era innamorata del grand'uomo... — Ma sì! — Ma no! — E il grand'uomo, invece, s'è innamorato di Rosetta... — Ecco che cosa vuol dire fidarsi delle amiche... Vi portan via le migliori occasioni... — Ma no! — Ma sì! — E tu non mi star sempre attorno, sai... Io non sono mica come Grazia... Io ti rompo il muso... — Ma lo rompo io a te... — Tutte chiacchiere, queste... Grazia non è mai stata innamorata del maestro. — Sì, sì, sì... Lo è stata... — No... no... no... Non lo è stata...