Entra la canzone di pifferi e di tamburi nella stanza di Marcello per la finestra aperta...

— Ah, questa musica, questa musica che viene dal Padiglione... Chiudi! Chiudi!

Grazia ha chiuso ed è ritornata ai piedi del fratello disteso su la chaise-longue: odia il letto da quando sa di dovervi un giorno — assai presto — morire... E a Grazia Marcello dice, quasi scusandosi:

— Non posso sentire... Perdonami... Quella musica mi snerva...

Scoppia a piangere, infatti, tanto è snervato. Il male lo riprende con un attacco di tosse. Si picchia il petto lacerato, dilaniato:

— Ho il fuoco... il fuoco... qui...

Si volge alla sorella esterrefatta... Le afferra con violenza il domino quasi volesse strapparglielo di dosso:

— E tu, tu, tu sei vestita così...

Grazia si toglie il domino. Peggio. Le rimane l'abito da festa, con le spalle nude. Grazia ha paura dello sdegno di Marcello. Vorrebbe coprirsi... Cerca attorno e non trova.. Ma la voce di Marcello è dolorosa e pacata:

— E anche senza domino, vestita così... Ma è giusto che tu sii vestita così.. tu che stai bene... tu che vivrai...