Ma allo scherzo non crede. E allora: perchè?

LXIV. «NON HO PIÙ CHE TE!»

E Grazia, con Rosetta, è entrata nella camera di Marcello. C'è il medico. Il tubo dell'ossigeno dà ancora respiro e vita al malato. Quando la sorella è accanto a lui Marcello le grida:

— Il medico è venuto... Ma tu no... tu no...

E Grazia è lì, immobile, pietrificata, col suo domino bianco che le mani del fratello le strappan di dosso, a brandelli....

— Tu così, così... Ancora!... Ma non vedi che io muoio?...

A queste parole Grazia piomba a terra. Ha il volto del fratello fra le mani, la guancia di lui sotto i suoi baci:

— No, no, no, Marcello... Non ho più che te... Non ho più che te...

LXV. BIANCO E NERO NELLA CASA VUOTA.

Nella gran sala della villa Grazia è nel suo abito di lutto e nel suo pianto. Claudio, Rosetta, gli “amici del dopopranzo„ son davanti a lei, Rosetta tutt'avvolta in un mantello, gli uomini chiusi nei soprabiti. Tornano dalla chiesa.