— Giuro su tutti gli Dei — ella disse — che ti seguirò nella tomba!
E giurò. Ma Tao le tolse di mano i Dragoni di porcellana affinchè non corresse il rischio di romperli inutilmente per un giuramento falso e scosse il capo negativamente:
— Non giurare mai quello — egli rispose — che tu sai di non poter mantenere...
Docile, ubbidiente e ordinata — e sopratutto per prendere tempo — madama Lu corse a rimettere a posto i Dragoni di porcellana. Poi ritornò al suo sposo e gli disse:
— Se gli Dei mi condanneranno a vedere ancora la luce quando tu, Tao, non potrai più vederla, giuro che non prenderò mai un secondo marito e che ti rimarrò sempre fedele...
Anche a questo secondo giuramento rispose l'incredulità di Tao che continuò dapprima a scuotere negativamente la testa. Indi prese fra le mani la bella fronte di madama Lu e, guardandola in fondo agli occhi, con un malinconico sorriso, le disse:
— Non giurar neppure questo perchè neppure questo sarà....
E madama Lu, non sapendo come poter consolare l'amato bene, si diè a piangere disperatamente fra le braccia del signor Tao.
Il quale signor Tao, essendo poeta, volle morire in piedi, nel suo giardino, tra le peonie in fiore. E lì, nel piccolo giardino, tra gli alberelli nani, nel morir del crepuscolo del giorno e della vita, il signor Tao attese la morte mentre la diletta sposa gli faceva ogni tanto, quasi per salutarle tutte, odorar le peonie ch'egli adorava. Non reggendo a tanto strazio madama Lu, che aveva, come han tutte le donne e quasi tutti gli uomini, bisogno di giurar sempre qualche cosa pur di giurare, gridò al signor Tao morente:
— Lasciami almeno giurare che per cinque anni non mi rimariterò...