Squilla una tromba nel vuoto silenzio del mare. Un marinaio, la mano a berretto, offrendo con l'altra la sciarpa azzurra, s'è avvicinato a Fiorvante appoggiato al bastingaggio. D'improvviso il giovane tenente di vascello richiude il libro e la lettura della Storia della Dama dal ventaglio bianco si fermò qui, quel giorno. Rientra, Fiorvante, dal mondo delle favole in quello della realtà. Non è più ora di leggere e di sognare. È l'ora del suo «quarto di guardia». Riconsegna il libro delle favole al marinaio. Cinge la sciarpa azzurra e va verso la scaletta di sinistra a dare il cambio al suo compagno...

2.

Due alti e sottili vasi di cristallo nelle mani, venendo di corsa dalla serra Mimì, Mimì gaia fioraia, entra correndo nel retrobottega del suo magazzino di fiori. Tutti la conoscono, Mimì, nella piccola città di mare, dove tutti i legni della squadra vengono, a periodi, a far lunghi scali. È li, sul lungomare, il suo bel negozio tutto a vetrine bianche con la bella scritta d'oro su la mostra: Mademoiselle Mimì, fleuriste. L'ha ereditato dal padre quel negozio, ma l'ha fatto lei, lei col suo assiduo e infaticabile lavoro, lei col suo spirito audace e intraprendente, lei col suo garbo delizioso per cui comprar fiori da lei è una delizia: viene voglia, ad entrar da lei, di non andarsene più, tanto è carina, tanto è aggraziata, tanto è un fiore tra i fiori. Perchè la chiamano Mimì? Come la sua graziosa amica di un'opera famosa, non sa. Sa che l'hanno sempre chiamata così e che Ersilia — il suo vero nome, che ella detesta — non l'ha mai chiamata nessuno.

— Ragazze, ragazze, meno chiacchiere e più lavoro...

E le ragazze che cinguettavano attorno ai due grandi tavoloni carichi di cesti e di fiori fanno silenzio e si rimettono al lavoro con zelo provvisorio.

— Domani c'è ballo a bordo della Pisa. Se andiamo avanti così i trenta festoni non saranno mai finiti per domani a mezzogiorno...

E gira Mimì correndo, sorridendo, lieve, leggera, aerea, tutta azzurra e bianca nel suo vestitino di tulle a grandi volants, gira da una ragazza all'altra, e qui loda, là rimprovera, qua insegna, lì corregge, maestra floreale che giuoca coi fiori come un pittore coi colori, come una ricamatrice coi fili d'oro del suo ricamo.

3.

Scende lenta e grave la sera sul mare e sul porto. Le grandi navi ancorate divengono, sul cielo violaceo, grandi masse nere, profili di velluto intagliati su le sete del crepuscolo. Qua e là s'accendono, sui bastimenti, le prime luci. Laggiù in fondo, all'orizzonte, il sole, quasi tutto scomparso, non è più che un filo d'oro sul ciglio della collina.

Qua, là, a destra, a sinistra, vicino, lontano, squillan le trombe sui bastimenti e avanzano sui ponti i drappelli di guardia, le armi al braccio. Venendo di qua, di là, si radunano a poppa, attorno ai comandanti, gli ufficiali. È l'ora dell'«ammaina bandiera». Ed ecco che di nuovo le trombe squillano. Gli ufficiali prendon l'attenti e si scoprono. I drappelli presentan le armi e la bandiera sventolante a poppa comincia a discendere, come un uccello che chiude le ali e precipita...