4.
Mimì è distratta. Non lavora più come prima. Se una ragazza le chiede un consiglio, glielo dà breve, secco, di malavoglia. Il suo spirito è altrove. Assortendo il colore di due garofani, agganciando due rose, Mimì guarda ogni tanto il piccolo orologio d'oro al suo polso. È l'ora che ogni giorno il suo innamorato, il bel tenente di vascello Filippo Ardea, viene a prenderla per andare insieme a pranzare e a passar la serata... L'aspetta tutt'il giorno, Mimì, contenta, felice... Ma come diventa melanconica, scorbutica, irritata, quando l'ora si avvicina... Come la snerva quell'ultima mezz'ora di attesa così lenta a passare...
5.
Ed è sul molo, dalle imbarcazioni a vapore o a remi che, grosse, piccine, agili o pesanti, lente o guizzanti, giungono a centinaia dai bastimenti, è sul molo dove già s'accendono i primi fanali, una continua ondata d'uniformi bianche che vien dal mare e dal mare galoppa verso la città su per le ampie gradinate dello scalo. Son barconi carichi di marinai. Son lance eleganti piene d'ufficiali.
— Fiorvante!
— Ardea!
Due voci, due sorrisi, due mani levate e un abbraccio. Scendendo ognuno dal suo bastimento i due ufficiali, i due amici, si sono incontrati...
— Dove sei?
— Su la Saint-Bon. E tu?
— Comando una torpediniera. Un anno d'Estremo Oriente. Son qui da tre mesi. E tu?