[36]. Vedi nell'Arch. di Stato il Rollo de' Lettori di quest'epoca, ed inoltre le Matricole dello Studio. Non mancano gli esempî di persone solamente licenziate che dimandavano ed ottenevano permesso d'insegnare: si può citare, tra gli altri, il caso del celebre Mario Schipano, che era soltanto licenziato e dimandava di laurearsi il 20 giugno 1601 (ved. Scuola Salernitana vol. 188), ed aveva già ottenuto il permesso d'insegnar logica due anni prima. «Die 7 mensis septembris 1599 fuit concessa licentia Mario Schipano legendi logicam scholaribus matriculatis et non aliter, per annum a data praesentium; fecit professionem» (ved. lo zibaldone delle Certificatorie e Rolli de' lettori di quest'epoca tra le carte della Cappellania maggiore). — Relativamente al Bando sopramenzionato, esso trovasi ripetuto quasi ogni anno nelle Matricole: reca, al solito, un grossolano pretesto e dice così: «Banno et Comandamento da parte dell'Ill.mo et Excell.mo etc. (si metteva il nome del Vicerè dell'anno). — Essendo informati che per molti doctori et altre persone se leggono nelle lloro case et in altri lochi fora del pup.eo studio di questa m.ea et fidelissima Città de Napoli diverse sorte de lectioni di legge di phil.a et med.a et altre lectioni che se leggono et soleno leggersi nel d.to pup.eo studio dalli pup.ei lectori di quello, et che etiam detti pup.ei lectori leggono fora del studio predicto oltre le lectioni che se leggono nel d.to studio, dal che n'è nato et nasce che li studenti et scolari quando vanno nel detto pup.eo studio per haverne inteso et intenderne lectioni fora di quello fanno romore di sorte che impediscono li lectori de leggere, et alli altri studenti, et scolari d'intendere le lectioni predette, et stando previsto et ordinato nel dicto pup.eo studio il numero de lectori li quali sono salariati dalla Regia Corte, et leggono lectioni d'ogni scientia, conviene che tutti detti studenti et scolari vadano ad intendere le lectioni predette nel dicto studio dalli decti lectori ordinarii salariati dalla detta Reg.a Corte et non da altri fora lo studio predetto. Pertanto attal che così s'essegna et per evitare li detti romori che sono soccessi per il passato nel detto studio per le cause predette Ordinamo, et Comannamo per il presente banno che dal dì della pubblicatione d'esso avante et infuturum non debbia nessuna persona de qualunque qualità se sia leggere nelle case ne in altro loco fora del detto studio nessuna lectione di legge filosofia et medicina eccetto che la lectione dell'instituta juxta testum sencza ordine et licentia nostra in scriptis, sotto pena à quello che contravenerà di tre anni de relegatione nell'Isola de Capri, Ordinando, et Comandando al m.eo Regente della gran Corte dela Vicaria et alli m.ei giudici di quella che attendano a fare osservare il presento banno et contra li transgressori debbiano esseguire la detta pena irremisibiliter. Datum» etc. (seguono le firme). — E ci sono anche capitati tra mano alcuni curiosi processi di questo genere.
[37]. Ved. p. es. a proposito di Gaetano Argento, il Settembrini, Lezioni di Letteratura Italiana, Nap. 1872, v. 3.º p. 19.
[38]. Ved. Th. Campanellae, Philosophia sensibus demonstrata pag. 3, e Doc. 304, pag. 246.
[39]. Per la dichiarazione del Campanella ved. Doc 402, pag. 500; per quella de' due frati, che furono fra Francesco Merlino e fra Gio. Battista di Placanica, ved. Doc. 353 e 354, pag. 333 e 335, infine per la dichiarazione de' tre frati, che furono fra Alessandro di S. Giorgio, fra Giuseppe Bitonto, e fra Vincenzo Rodino, ved. Doc. 283, pag. 215; 297, pag. 232; 284, pag. 217. Fra Vincenzo parlò della dimora in Nicastro dopo S. Giorgio.
[40]. D'Ancona, Op. di T. Campanella, Torino 1854. Disc. preliminare pag. 14.
[41]. Baldacchini, Vita di T. Campanella, 2.a ed. Nap. 1847. pag. 27 e 28.
[42]. A suo tempo non mancheremo di dare notizie più larghe su tutti i Signori del Tufo.
[43]. Per la dichiarazione del Pizzoni ved. Doc. 278, pag. 199; per quella di fra Pietro Ponzio ved. Doc. 294, pag. 226.
[44]. Nelle Matricole dello studio, degli anni 1586-87 e 1587-88, trovasi «Ferrante Pontio de Nicastro leggista». — Nella Scuola Salernitana (vol. 170, fasc. 4.º cart. 83. t.º riferibile all'anno 1591) trovasi «Ferdinandus Pontius Neocastrensis» col suo giuramento autografo, avendo conseguita la laurea. — Nella Numerazione de' fuochi di Nicastro (vol. 1309 della collezione) per l'anno 1598 si legge: «nº 939. Ferrante di Ponzio u.j.d. f.º del q.m Jacovo a. 27 [in veteri n.º 684 in precedenti n.º 734» (solo). — «n.º 1267. Francesco de Pontio f.º del q.m Jacovo de ferrante a.... [in vet. n.º 684 sub focolare avi, in preced. n.º 1085, et in comprobatione dicunt monacum ordinis predicatorum et vocatur fr. dionisius ad praesens priorem in monasterio dive marie ann.te hujus civitatis, dicunt ad praesens monacum ut supra». — «n.º 1268 Pietro di Pontio f.º del q.m Jacovo de ferrante a.... [in vet. n.º 684 sub foculare avi, in preced. n.º 1086, et in comprobatione dicunt monachum ordinis predicatorum, dicunt ad praesens monacum ut supra».
[45]. Ved. Doc. 380, pag. 393.