[144]. Agli ammiratori del Tasso farà piacere senza dubbio il conoscere che nel Carteggio del Nunzio Aldobrandini (filz. 207 e 224) si trovano le seguenti lettere: 1.º Il Card.l S. Giorgio al Nunzio, 15 agosto 1594: «Il Sig.r Torquato Tasso è amato singolarmente da me, come a punto richiede il merito della virtù sua». Continua dicendo che stava in casa di lui e dovea tornarvi; si conferì in Napoli per sanità e per una lite; importa che non gli siano negate stanze dai monaci di S. Severino e di S. Martino. Lo raccomanda vivissimamente. — 2.º Id. id., 2 7bre 1594. Faccia pagare al Sig.r Torquato Tasso sino a 50 scudi, che sarà pronto a rimborsarglieli, avendo a tornare in casa di lui dove è stato già alcuni mesi e dove è aspettato. — 3.º Il Nunzio al Card.l S. Giorgio, 26 agosto 1594. Ha ricevuta la lettera in raccomandazione del Sig.r Torquato Tasso, «al quale (soggiunge) come non mancai quando venne qui far le offerte che convenivano, così non mancherò nel suo particolare interesse di parlare al Vicerè, et far ogni offitio che fosse necessario, et pur hieri stando con l'Abbate di Sanseverino feci per me stesso l'offitio che adesso mi comanda, il quale rinnoverò con la prima occasione che tenga». — 4.º Id. id., 9 7bre 1594, «Al Sig.r Torquato Tasso ho fatto dare le sue lettere, et ho mandato una polisa per il banco dell'Olgiatti, perchè li siano pagati a suo comodo si come ella comanda».

[145]. Ved. Doc. cit. loc. cit.; e Doc. 401, pag. 482 e 498. Avvertiamo intanto che nella Lettera latina al Papa egualmente pubblicata dal Centofanti (a pag. 74) si dice essere stata data al Card.l S. Giorgio la «Monarchia del Messia», ciò che potrebbe far ingenerare il dubbio che le due opere siano state diverse solo ne' titoli.

[146]. Ved. Doc. 401, pag. 486.

[147]. Ved. Doc. 19, pag. 32.

[148]. Berti, Lettere inedite di T. Campanella, Roma 1878, prefaz. pag. 10.

[149]. Deposizione di fra Vincenzo Rodino di S. Giorgio, degli 8 7bre 1599, che dice aver conosciuto il Campanella in diversi posti, e fra essi «tre anni sono il mese di giugno in Roma in S.ta Sabina»; ved. Doc. 284, pag. 217.

[150]. Ved. Carteggio suddetto nell'Archivio di Firenze, Scritture Strozziane, filza 210, Let. del Card.l S. Giorgio al Nunzio degli 8 9bre 1597. — Intorno al Fontana quale ingegnere della R.a Corte ved. nell'Archivio di Napoli, Cedole di tesoreria vol. 424, fol. 549, ed anche i volumi seguenti.

[151]. Ved. nell'Archivio di Venezia Senato-Secreta, Napoli 1597 n.º 13, disp.º del 13 gen.º 1598.

[152]. Ved. Doc. 514, pag. 580.

[153]. Come abbiamo altrove accennato (pag. 53 in nota) quest'opera deve dirsi una ricomposizione ristretta e modificata delle altre De universitate rerum e Physiologia, perdute. Insistiamo sulla parola «modificata» e la spieghiamo. Dell'opera De universitate è scritto che avea «dispute contro tutte le sètte»; del Compendio di Fisiologia è scritto che l'autore «proponeva le opinioni di tutti gli antichi e le comparava con le nostre»; ma veramente questa proposta e comparazione delle opinioni degli antichi fu scissa dal corpo delle opinioni proprie, e in ciò sta la notevole modificazione introdotta quando l'opera fu ricomposta. Le opinioni proprie furono assegnate all'Epilogo, o Philosophiae realis epilogisticae partes quatuor, e le opinioni degli antichi con la comparazione, o le dispute contro tutte le sètte, furono riserbate per un'opera distinta ma annessa all'Epilogo, la quale fu poi composta molto più tardi, verso il 1609-1610, promessa nel 1623 col titolo Quaestionum partes totidem contra omnes sectas veteres novasque (ediz. di Frankfort), ma venuta in luce solamente nel 1637 col titolo «Disputationum in quatuor partes etc. contra sectarios (ediz. di Parigi). Aggiungiamo qui che la 1.a parte dell'Epilogo o Filosofia epilogistica conserva sempre il titolo di Fisiologia.