[164]. Sulla morte del giovane Duca di S. Marco, di cui si hanno pure due lettere autografe negli Arch. Urbinate e Mediceo, vedi nell'Arch. di Urbino filz. sud.ta 102, let. di Cesare Pulci da Nap. 28 9bre 1595 e nell'Arch. Mediceo, Scritture Strozziane, Carteggio del Nunzio Aldobrandini filz. 225, let. del Nunzio del 27 9bre 1595. — Sull'assistenza e sulle manovre de' PP. Gesuiti ved. Arch. d'Urbino Carteggio Agenti di Napoli filz. 214, let. di Giulio Giordano del 1.º, del 17 e del 23 gen. 1596: Arch. Mediceo, Lett. di Capostrano e Napoli filz. 4091, let. di Gio. Francesco Palmieri del 14 7bre 1604. — Su' rimedii invocati dalla Principessa ved. Arch. Mediceo, Lettere di Napoli filz. 4086, let. di Giulio Battaglino del 3 feb. 1598, con la quale chiede a S. A. per la Pr.sa l'unto da fuoco. Di unti, ogli e balsimi del Gran Duca, da fuoco, da spasimi, di anici, contro i vermi etc. sono frequenti le richieste ne' Carteggi dei suoi Agenti in Napoli. — Sulla richiesta della Pr.sa di entrare nel Monastero di S. Sebastiano «con 6 donne, mentre D.a Giovanna d'Austria che è giovane ne tiene 5», ved. Arch. Mediceo Carteggio sud.to del Nunzio Aldobrandini filz. 226; let. del Nunzio del 4 8bre 1596. Il Duca di S. Marco era stato già adocchiato da Papa Clemente e destinato sposo ad una sua nipote: così si hanno anche varie notizie di lui nel Carteggio del Nunzio Aldobrandini.
[165]. Ved. nell'Arch. d'Urbino Carteggio di particolari filz. 202, le due lettere di D. Lelio Orsini, la prima interamente autografa del 16 aprile 1580, la seconda autografa nella sola firma del 13 gen.º 1598. — Sulla celebre causa della successione di Bisignano, durata oltre 30 anni, si trovano pure consulti ed allegazioni in diverse opere legali: ved. de Ponte Jo. Franc. Consiliorum t. 1. Venet. 1595, cons. 147, p. 790-91, e t. 2. Neap. 1616, cons. 146, p. 779; de Marinis Don. Ant. Juris Allegationes in Op. Juridica Venet. 1758, alleg. 43, p. 130; Roviti Scip. Consilia, Neap. 1622, t. 1. cons. 1. ad 11. p. 18 a 58. La parte presa da D. Lelio Orsini si può desumere molto bene da tutti questi fonti. Egli morì molto prima che la lite finisse, e D.a Giulia Orsini, già Marchesa di Fuscaldo e poi sposa a D. Tiberio Carafa che continuò la lite, e volle sempre chiamarsi Principessa di Bisignano, morendo istituì erede il Re, come avea già fatto pure il vecchio Principe: e il Re accettò la successione, e ritenuti D.i 500 mila in benefizio della Curia, diede il titolo e la dignità di Principe di Bisignano a D. Loise Sanseverino primogenito del Conte della Saponara.
[166]. Ved. Arch. Mediceo Lettere di Napoli filz. 4087, let. di Gio. Vincenzo Ruffolo del 20 e del 29 7bre 1599 (disordinatamente disposte); ed Arch. di Venezia Senato-Secreta, Napoli 1598 Scaramelli, let. del 1.º 7bre 1598.
[167]. Pe' particolari dell'arresto del Principe ved. nell'Archivio di Urbino, Carteggio degli Agenti di Napoli, filz. 212 let. di Antonio Leoncino del 27 luglio 1590. — Per l'interesse spiegato da D. Lelio Orsini nel 1591 ved. Ibid. filz. 214, let. di Gio. Benedetto Venturelli del 7 7bre 1591. — Per la commendatizia a nome del Papa ved. nell'Arch. Mediceo, Scritture Strozziane, Carteggio del Nunzio Aldobrandini, filz. 207, lett. del Card.l S. Giorgio al Nunzio del 3 giugno 1594, e filz. 224, let. del Nunzio al Card.l S. Giorgio del 1.º luglio 1594. Segnatamente questa commendatizia dovè essere sollecitata da D. Lelio, il quale stava in Roma a quel tempo ed in ottime relazioni col Papa; si noti che la dimora di D. Lelio in Roma fu accidentale e limitata a' soli tre anni sopra indicati, al contrario di quanto dice il Litta.
[168]. Per la traduzione del Principe da Gaeta in Napoli, ved. nell'Arch. d'Urbino la detta filza 212, let. di Giulio Giordano de' 16 e 23 febb.º 1596, e nell'Arch. Mediceo filz. 4085, let. di Giulio Battaglino del 22 febb.º 1596. — La notízia de' sussidii avuti dal Gran Duca di Toscana leggesi nell'Arch. Veneto Carteggio di Napoli, let. dello Scaramelli del 1.º 7bre 1598. — La corrispondenza del Principe si legge nell'Arch. Mediceo, Lett. di Napoli di Particolari filz. 4152. Comincia dal 3 gen. 1590, da Sarano. Continua col 25 apr. 1592; 8 marzo, 19 luglio e 3 9bre 1593; 15 giugno, 8bre e 10bre 1594, da Gaeta o Castello di Gaeta, firmato talvolta «lo infelice compare Ppe di Bisignano»; marzo 1598 dal Castelnuovo di Napoli, firmato «lo infelice Ppe di Bisignano». Segue un'altra lettera del 25 agosto 1598 da Chiaia. Poi ve ne sono ancora diverse posteriori. — Egualmente tra le Lettere di Napoli di Giulio Battaglino, filz. 4086, se ne trova un'altra del Principe del 17 marzo 1598 dal Castelnuovo, firmata «lo infelice» etc. Intanto nella stessa filza una let. del Battaglino del 6 mag. 1597 reca che nella Chiesa del Gesù si erano pacificati il Principe e la Principessa, rimanendo d'accordo che non avrebbero coabitato insieme; evidentemente si era fatto uscire il Principe per compiere quella funzione e poi lo si era ricondotto in Castelnuovo; ed ecco la necessità di tenere ben presenti le date soprariferite. — La transazione fatta con la Principessa si legge nell'Arch. di Napoli, Registri Privilegiorum, ad occasione del Regio assenso, vol. 112 (an. 1597-98) fol. 36, e vol. 118 (an. 1599) fol. 6. — L'obbligo del Principe di tener la casa in luogo di carcere, e la cauzione data da D. Lelio si trovano ne' Registri Sigillorum, per la riscossione delle tasse relative al Regio assenso, vol. 37 (an. 1600) sotto le date del 20 maggio e 22 giugno. — Per la notizia della fuga co' suoi particolari e i suoi motivi, ved. nell'Arch. Mediceo filz. 4086, let. di Giulio Battaglino del 1.º 7bre 1598, e meglio ancora nell'Arch. di Venezia Carteggio di Napoli, let. dello Scaramelli del 1.º 7bre e 28 8bre 1598: col suo testamento il Principe intese di procurarsi un migliore assegnamento, render sicuto quello della Principessa e provvedere alla sorte di un suo figliuolo naturale, che condusse con sè nella sua fuga e che dovè essere Carlo Sanseverino.
[169]. Ved. per questi fatti specialmente nell'Arch. di Venezia Carteggio di Napoli, let. dello Scaramelli del 1.º 7bre, 27 8bre, 10 e 17 9bre 1598 e 13 febb. 1601. Al momento della fuga del Principe di Bisignano corse voce che fosse con lui fuggito anche D. Lelio, ma non era vero; ved. nell'Arch. di Modena gli Avvisi di Roma del 2 7bre 1598. La partenza di D. Lelio per la Spagna avvenne in 8bre 1598; egli era allora Eletto della città di Napoli pel Seggio di Nido.
[170]. Ved. Doc. 401, pag. 479.
[171]. Ved. T. Campanellae Medicinalium, Lugduni 1635, lib. 6º, cap. 29, pag. 517.
[172]. Ved. Medicinalium, pag. 633.
[173]. Per l'ufficio di lettore nello studio pubblico, ved. i Registri Sigillorum, vol. 36 (an. 1599): «a 26 di giugno Lettera al Rev.do cappellano maggiore per la quale se provede la lectura de theorica de medecina in persona del dottore michele polito con provisione de D.ti ducento lo anno per morte de Joan berardino longo» (intendi vacata pel passaggio del Tancredi alla lettura vacata per morte del Longo).