[256]. Nella Numerazione de' fuochi di Squillace (vol. 1353 della collezione) l'elenco fatto nel 1643 de' «Focularia penitus extincta» secondochè si trovavano già notati nella vecchia numerazione del 1597 reca: «n.º 342. Francesco Cacìa a. 50; (*) Gio. Thomase f.º a. 22; Sabella faienza famula a. 47»: il processo, fattosi nel 1599, naturalmente reca l'età del Caccìa in anni 25.
[257]. Ved. Doc. n.º 2, b, c, d, pag. 6 a 9.
[258]. Nell'originale "attacamento". (Nota per l'edizione elettronica)
[259]. Il Berti disse Maurizio fuoruscito da più anni; ma veramente la deposizione di Gio. Battista Vitale, che si ha tra' documenti raccolti dal Palermo, reca: «da nove mesi eramo con Maurizio absentati da Guardavalle per certe pugnalate», ed ancora, «da novembre 1598 non è stato più in Guardavalle ma in Davoli». Ved. Doc. 265, pag. 181.
[260]. Che Maurizio non fosse solo alla presenza del Campanella, si può rilevarlo anche dalla Dichiarazione, dove il Campanella dice che Maurizio gli dimandò se avesse trattato col Capitano di Stilo per la sua libertà (intend. per la transazione che gli avrebbe resa la libertà), ed avendo lui risposto che non si poteva accordare nemmeno per 100 ducati, Maurizio disse, «non mi curo, la scoppetta et questi compagni mi faranno libero»; ved. Doc. 19, pag. 30.
[261]. Ved. nel Doc. 244 i brani che leggonsi a pag. 141-143; inoltre il Doc. 307, a pag. 254; ancora nel Doc. 19 il brano a pag. 30. Alle Rivelazioni di Maurizio e Dichiarazione del Campanella può aggiungersi egualmente la confessione in tormentis del Campanella medesimo, quantunque i brani di essa giunti fino a noi riguardino propriamente gli ecclesiastici suoi compagni. A questi quattro documenti basterà che rivolga la sua attenzione chi vorrà parlare della congiura del Campanella.
[262]. Così leggesi nella Dichiarazione, attribuendo al Principe di Squillace la nota del fatto, e a Giulio Contestabile il pensiero di giovarsene contro gli spagnuoli.
[263]. Ved. il lib. della Monarchia di Spagna ediz. D'Ancona, cap. 30º, p. 214.
[264]. Ved. la Lett. del 15 giugno 1599; Doc. 170, pag. 86. — Quanto al frammento suddetto della Difesa di due imputati, esso trovasi in una nota del Capialbi alla Narrazione del Campanella, e concerne l'Allegazione o «Factum pro Joanne Paulo et Mutio de Corduva», di cui abbiamo riprodotto ne' nostri documenti quanto se ne sa (ved. Doc. 240, pag. 125). Ricordiamo intanto aver detto che nell'aprile, il Venerdì santo, i Corsari di Barberia aveano preso 40 persone «presso la Roccella», cioè non lungi dalla marina di Stilo (ved. pag. 152): verosimilmente, come solevano fare, le galere tornarono in giugno perchè si potesse trattare il riscatto, e Maurizio colse tale occasione per andarvi. Troveremo pure altri inquisiti della terra di S.ta Caterina, terra egualmente della marina di Stilo, accusati di essersi trattenuti più di un'ora sulle galere de' turchi «nel mese di giugno passato» (ved. Doc. 262, pag. 174); si noti questa data, che si riscontra bene anche con le notizie del Carteggio Veneto, e permette di determinare il tempo dell'andata di Maurizio sulle galere. Passiamo poi sopra alle parecchie versioni che su questa andata si ebbero ne' processi e nel pubblico, essendosi detto che era stato mandato a Costantinopoli un prete, che v'era stato mandato un gentiluomo, che vi era andato Maurizio medesimo etc. etc.; tutt'al più esse potrebbero ritenersi quale indizio che vi sia stato bisogno di avere l'adesione di Costantinopoli, ciò che del resto apparisce naturalissimo nel senso di avere l'adesione del Cicala.
[265]. Ved. la stessa Lettera Veneta suddetta del 15 giugno 1599.