[308]. Ved. Doc. 8, pag. 17.

[309]. Ved. Doc. 15, pag. 24.

[310]. Nell'originale "espresa". (Nota per l'edizione elettronica)

[311]. Ved. Doc. 6, pag. 14. Riportiamo la materia di queste Lettere con una certa larghezza e quasi traducendole, tanto per riprodurre fedelmente i fatti in esse esposti, quanto per facilitarne il riscontro a coloro i quali provassero difficoltà ad intendere l'idioma spagnuolo.

[312]. Ved. nell'Arch. di Firenze il Carteggio del Nunzio Aldobrandini filz. 212, Lett. da Roma del 3 luglio 1599.

[313]. Ved. le Lettere di Giulio Battaglino al Segretario del Granduca di Toscana, estratte dall'Archivio Mediceo e pubblicate dal Palermo (Archivio Storico Italiano tom. 9.º, Firenze 1846); Let.a 1.a: ne' nostri Documenti n.º 160, pag. 83.

[314]. Nell'originale "2.º". (Nota per l'edizione elettronica)

[315]. Il Litta, Famiglie celebri d'Italia tom. 5.º, poco esattamente lo dice fatto Nunzio in Napoli nel 1596. Fra' tanti Aldobrandini in carica, pe' quali non mancavano in Roma le Pasquinate (ved. gli Avvisi della Collezione Urbinate nella Bibl. Vaticana, cod. 1068, 8 gen.º 1600), c'era anche un fratello di Jacopo a nome Pietro, capitano della Guardia Pontificia.

[316]. Ved. il Carteggio del Nunzio Aldobrandini filz. 212, Lett. da Roma del 3 luglio 1599.

[317]. È il meno che di lui si possa dire. L'Agente di Toscana Giulio Battaglino lo descriveva al suo Governo quale uomo «aridissimo», di cui nella città «si fa conto come non ci fusse...; in somma un poco urbano e manco officioso fiorentino», notevole per «la sua estrema zotichezza». Trattandosi di uno che dovremo vedere giudice del Campanella, importa raccogliere notizie di lui da ogni parte. — Ved. nell'Arch. Mediceo, Carteg.º di G. Battaglino filz. 4085-4086, Lett. del 17 mag. 1596 e 3 luglio 1598.