[318]. Ved. il Carteggio del Nunzio, filz. 212, Lett. da Roma del 9 8bre 1599.
[319]. Ved. Doc. 44, pag. 47.
[320]. Ved. Doc. 45, pag. 47.
[321]. Riportiamo questa iscrizione, che dà in compendio la vita di Carlo Spinelli nella sua parte più gloriosa: «Carolus Spinellus marchio ursi novi, magnus animo, major consilio, in aula Ferdinandi Caesaris consiliarius, marchio clavis aureae, tractandis, regendis natus armis, humanus in hostes, in suos munificus, Italici nominis ubi jus fasq. studiosus, exempla majorum, auspicia sequutus Austriadum pro Caesare, pro Regg. Hispaniae Philippo II. III. IV. ann. IV et XXX. in Italia, Belgio, Germania, centurio, magister aciei, dux exercitus, collatis signis decertavit X. Saepe hostium sanguine imbutus, ter suo purpureus, Abberstathium, Betlehemum, Gaboreum, ducesque alios docuit quid in armis possit Italus. Ter ad Pragam coronam meritus muralem, aucthor praelii repetundae pugnae Germanis terga dantibus, capiendae urbis, in quam primus irrupit. Dedita sui opportunitate subsidii Breda, Ostenda, Inclusa, Bolduco, Vercellis. Ter obsidionalem, et civicam, liberatis obsidione Possonia, Uxavia, Jesino, provinciis, regionibus, exercitibus. Has inter laureas summus Dux Genuae, restinguendo intento cum Allobroge bello; nec audentibus in invicti viri vitam armis, manu cadit medica anno aetatis LIX. S. h. CIDIDCXXXIII. Insepulto monumentum nomini fratri suavissimo Jo. Baptista marchio boni albergi p.».
[322]. Ved. la Monarchia di Spagna nelle Op. del Campanella, ed. d'Ancona pag. 194, e confronta col Parrino, Teatro etc. Conte di Miranda. — Per le notizie sulla vita dello Spinelli ved. i Registri Privilegiorum v. 91 fol. 77 e v. 120 fol. 12: quivi si ha il suo stato di servizio ufficiale, ad occasione della sua nomina a Consigliere del Collaterale, e della facoltà di trasmettere ad uno dei suoi nipoti una pensione di cui godeva.
[323]. Ved. Ricca, La Nobiltà delle due Sicilie, Istoria de' feudi, Nap. 1859, vol. 1.º p. 115.
[324]. Questo rilevasi da un cenno di caso analogo inserto nell'indice del vol. 30 degli ordinarii Reg. Curiae. Ma perchè i lettori abbiano una certa idea degli usi del tempo, sarà bene che prendano conoscenza del testo della Commissione data al medesimo Spinelli dal Conte di Miranda, l'11 giugno 1590, per la persecuzione de' fuorusciti in tutto il Regno e specialmente nelle provincie d'Abruzzo, dove scorreva la campagna il famoso Marco Sciarra (ved. Reg.i Curiae vol. 33, an. 1588-89, fol.º 110 t.º). Trascriveremo qualche brano dei poteri concessi allora allo Spinelli. «Prohibire per banni publici che nesciuno presuma armare, ricettare, alimentare, favorire, et in qualsivoglia modo aiutare detti forasciti delinquenti, contumaci o forgiudicati sotto le pene pecuniarie et corporali che a voi pareranno etiam di morte naturale; et quelle irremissibiliter essequire nelle persone et beni de' trasgressori... Procedere a publicatione di banni contra forasciti prefigendo termine di giorni sei a comparere nella presentia vostra, et non comparendo personalmente non solo possano essere impune occisi ma ancora che siano castigati da voi... Stabilire pe' persecutori premii fino a d.i 500 per ogni capo da pagarsi da' thesorieri provinciali, guidare, indultare, et ancora quelli eccettuati. Poter fare sfrattar li parenti utriusque sexus nelli gradi di parentela agnationis, cognationis, et affinitatis, per distantia di paese o dal Regno come ve parirà, imponendo pene di frusta, di galera, relegatione, deportatione et etiam de morte naturale à chi contravenirà come ve parerà... Discacciare gli amici, adherenti, fautori di detti forasciti di qualsivoglia stato grado o conditione se siano per la distantia che vi parerà, o confinarli come vorrete, imponendo pena di tratti di corda, frusta, galera, relegatione et pecuniaria, come meglio ve parerà, et essequendola irremisibiliter secondo la qualità delle persone che contraveneranno, ancora che non ve costasse per informatione che fossero amici adherenti fautori, che per essere cose occulte volemo se ne stia al sospetto che ne havereti... Authorità di fare brugiare, deroccare case, torre, molini, tagliar vigne et devastare altre possessioni non solo di capi di forasciti, ma di delinquenti, contumaci et seguaci loro, fandoli deroccare brugiare et devastare de manera che non se ne possano servire in nesciun tempo... A la quale persecutione farete attendere per mare, et per terra, non solamente da la gente pagata et destinata, ma da tutti et qualsivoglia huomini di qualunque stato grado et conditione si sieno, Baroni titulati et non titulati come ve parirà, da Capitani et soldati di battaglione, da ufficiali regii o di baroni, sindici, eletti, mastri giurati, giurati, barricelli, capitani di campagna, revocando tutte le salve guardie et privilegii di essentioni, etc. etc. et essequire pene di tratti di corda, di frusta, relegatione et galera, di morte naturale a chi non assisterà ubidirà et serverà nella persecutione et guardia di passi come saranno comandati et ordinati etc. etc. concedendovi ancora authorità de pigliare ogni sorte di vascelli per la guardia di mare che ve parerà o per traettare gente come sarà necessario, pigliare cavalli giumente et muli per la persecutione et servitio predetto, pigliare gente per corrieri, far munitione di vittovaglie dali luochi e per li luochi che ve parerà in sustentamento dela gente che andarà nella persecutione predetta; allogiare et dislogiare soldati nelle città terre castelli o casali che ve parerà ancor che fossero Camare reservate et fossero in qualsivoglia modo privilegiate et essente, ordinando che per lettere provisioni o patente di dislogiare non si piglino danari directe nec indirecte sotto pena severissima» etc. etc. Seguono ancora sei altre pagine in folio riempite da poteri di questo conio, ed ognuno intende che l'ultimo ordine suddetto era suggerito dagli abusi soliti a perpetrarsi con le così dette «composte» delle quali il Campanella parlò. Come lo Spinelli abbia allora, nel 1590, adempito alla sua missione, come l'abbiano servito i Commissionati e soldati da lui dipendenti, è facile rilevarlo dalle lettere Vicereali che si leggono nel volume citato, non mancando in esse i richiami allo Spinelli medesimo. Costui alle volte si allontanava da' punti più minacciati, come p. es. quando se ne tornava in Aquila alla ricerca di un Orazio de Antonellis aquilano, strettissimo amico di Marco Sciarra che aiutava con una sua comitiva; e il Vicerè era di tempo in tempo costretto ad ordinargli che andasse a' confini dove bisognava provvedere. D'altra parte aveva posto guardie e nominati Commissarii perfino in terra d'Otranto e nella città di Ostuni, per la cattura di Marco Sciarra che combatteva su' confini dello Stato Romano; e il Vicerè era costretto ad accogliere le lagnanze di quei popoli, che erano «travagliati et gravati di molta spesa», e ad ordinare che si revocassero que' provvedimenti non necessarii, e così pure quelle commissioni ad individui che, quando a loro pareva, davano «peso e inquietudine alle città domandando gente tanto da piede come di cavallo». Nè sarà inutile aggiungere che scorsi i due anni della Commissione data allo Spinelli, questa passò ne' medesimi termini suddetti ad Adriano Acquaviva Conte di Conversano, e vi fu una lunga sequela di Commissarii Locotenenti, senza aver mai raggiunta l'estirpazione dei fuorusciti.
[325]. Ved. Doc. 206, pag. 107.
[326]. Ved. Doc. 32, pag. 40.
[327]. Ved. Doc. 205, pag. 106.